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Inchiesta sanità, farmacisti nel mirino: "Ampie tracce di favoritismi"

Ale. Bor.
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Il silenzio è sceso sull'inchiesta che ha fatto rumore questa estate: quella che vede indagati - tra gli altri - un ex dirigente della Regione Umbria (ora in pensione), altri due funzionari (preposti ora ad altri incarichi) e farmacisti. La procura - nel filone principale - segue l'ipotesi della concessione di presunti “favori” proprio a farmacisti. “Non vi è prova di fatti di corruzione ma vi sono ampie tracce di favoritismi e forzature della legge” e anche “un groviglio di relazioni equivoche in cui sono coinvolti dei pubblici funzionari”, scriveva il pm Formisano. Dopo i primi interrogatori le indagini sono andate avanti. In silenzio, con estrema pazienza, è il vaglio della documentazione acquisita a tenere banco. Gli inquirenti mettono insieme i pezzi, cercano laddove serve di integrare le carte in loro possesso e nuovi filoni rischiano sempre di schiudersi come in un gioco di scatole cinesi. Ad accompagnare l'inchiesta “madre”, anche accertamenti routinari del Nas sempre nel mondo delle farmacie. Sotto la lente i laboratori per le preparazioni galeniche ad ampio raggio (in tutta l'Umbria: emerse violazioni in prevalenza amministrative - e non solo -, anche se, ovviamente, c'è chi è risultato perfettamente in regola). Intanto cresce l'attesa da parte di coloro che avevano fatto domanda per aprire le nuove sedi farmaceutiche in Umbria. La graduatoria ancora non c'è. Gli uffici regionali sono comunque al lavoro: individuate le incongruenze emerse in relazione alle autocertificazioni, la procedura pare stia procedendo “regolarmente”. Anche in relazione a quella vicenda era stata acquisita documentazione dai carabinieri del Nas, ma al momento non risultano formulate contestazioni in merito.