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Deve pagare finanziamento per un'auto mai acquistata

Roberto Minelli
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Si era vista arrivare una lettera da una società finanziaria, con allegati tutti gli importi delle varie rate da pagare mensilmente per alcuni anni per l'acquisto di una nuova vettura. Ma lei, quell'auto, non l'aveva assolutamente acquistata. E si era soltanto limitata a lasciare i suoi documenti personali presso la concessionaria a cui si era affidata soltanto per una serie di preventivi. E da questo fatto, che aveva colpito direttamente una signora perugina, è partita l'indagine nei confronti del venditore, ritenuto responsabile di aver “applicato firme false alla pratica”. Venditore che, in un'altra circostanza, come si legge nel ricco capo d'imputazione, “avrebbe promesso la vendita di una vettura ad un altro cliente per poi intascare l'intero finanziamento ottenuto attraverso atti fasulli”. E non finisce qui. Perché, sempre secondo quanto emerso durante le varie fasi dell'inchiesta, scattata alcuni mesi fa dopo un vero e proprio blitz delle forze dell'ordine all'interno della concessionaria situata in provincia di Perugia, “l'uomo si sarebbe pure appropriato di un veicolo destinato alla vendita, che avrebbe trattenuto e utilizzato a scopi personali contro la volontà dell'effettivo proprietario”. Una lunga scia di raggiri, quindi, che hanno inchiodato nel tempo il commerciante di auto. Che ora si trova a processo per falso, truffa e appropriazione indebita. Con le presunte vittime che si sono costituite parti civili. La brutta vicenda è tornata in aula davanti al collegio presieduto dal giudice Daniele Cenci.