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Maxi discarica e allarme eternit, doppia ordinanza di sgombero

Alessandro Antonini
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Rifiuti abbandonati, discariche con eternit a cielo aperto che persistono da mesi, anni. Depositi abusivi da tremila metri. Sotto il profilo ambientale la città di Perugia è ancora martoriata. Tanto che palazzo dei Priori e gli uffici preposti sono costretti ad emanare ordinanze di sgombero a gogò. Che spesso non vengono rispettate e i rifiuti restano lì, sovente con l'amianto a pezzi e l'asbesto libero di volare nelle narici dei malcapitati (provoca mesotelioma pleurico, ndr). Gli ultimi due atti sono stati vergati nel giro di pochi giorni, a luglio. Il primo (ordinanza 834 del 30 luglio) fa seguito a un sopralluogo del personale dell'ufficio sicurezza urbana e della municipale in strada San Lorenzino a Pila. In questo caso i rifiuti abbandonati “risultano costituiti - è scritto testuale - da materiali di plastica, materassi e parti di divani, bottiglie di vetro, sacchi di plastica contenenti immondizia varia, sfalci di potature nonché bandoni, parti di canne fumarie e serbatoi per liquidi presumibilmente in eternit”. La seconda ordinanza (835 del 30 luglio) parte da un sopralluogo in data 8 aprile della forestale per un deposito incontrollato di rifiuti a Ramazzano, con connessi illeciti in materia edilizia. I rifiuti in questione “con cui è stato realizzato un piazzale di circa 3000 metri quadrati sono costituiti da scorie di cemento, residui del lavaggio di betoniera, in parte fangose ed in parte solidificate, scarti di travi in cemento armato, pezzi di cemento provenienti da demolizione edile, sfridi di cemento e fibra di vetro, pezzi di poliuretano, pezzi di polistirolo e pezzi di ferro”. E' stata rilevata anche “la presenza di lastre ondulate di copertura parzialmente interrate”. In entrambi i casi, con le due distinte ordinanze, il Comune ha ingiunto ai due proprietari di “provvedere, entro e non oltre 60 giorni dalla notifica, alla rimozione, all'avvio a recupero o allo smaltimento di ogni materiale di rifiuto presente sulle aree in oggetto previa esecuzione degli adempimenti di legge”. In caso contrario sanzione da 500 euro e denuncia alla procura.