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Truffa, l'avvocatessa Rosa Federici in aula: accuse pesantissime

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Roberto Minelli
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Rosa Federici è tornata in aula. E non sarà per lei l'ultima volta, visto che l'avvocato “infedele” residente a Foligno ma originaria di Foggia, si trova sul capo una quindicina di procedimenti penali “tutti relativi a condotte poste in essere in danno ai malcapitati clienti”. Due dei quali già in fase dibattimentale. Con il suo nome affiancato ad una serie di vicende a dir poco gravi (tanto da finire pure ai domiciliari). E giovedì 23 luglio, davanti al giudice Nicla Restivo, è andato in scena il primo round del processo dove l'avvocato è chiamata a rispondere di truffa e millantato credito del patrocinio. La storia è già nota e riguarda un fatto accaduto nel 2013. Quando una signora si era affidata a lei dopo aver perso una sentenza al Tar. Chiedendole di rappresentarla nel ricorso al Consiglio di Stato. E la Federici le aveva prospettato una soluzione favorevole, grazie ad un suo “contatto” proprio con un consigliere relatore. Tirato in ballo per ottenere “una pronuncia favorevole”. La cliente, che della Federici ha una specie di ammirazione, si mette completamente nelle sue mani. Ma per arrivare al risultato è necessario versare 15mila euro affinché il ricorso venga accettato (una vera e propria corruzione, se non fosse - secondo l'accusa - “che quei soldi in realtà se li sarebbe intascati lei”). Almeno secondo quanto affermato da una delle persone coinvolte nella trattativa (un ingegnere, sfilato sul banco dei testimoni). E arriva il giorno in cui Rosa Federici sbarca a Roma al Consiglio di Stato per discutere il ricorso stesso. Fatalità vuole che l'avvocato “vieti” a cliente e ingegnere, di “salire in aula e assistere all'udienza”. E dal teste il quadro che emerge è preoccupante: “Quando dopo una decina di minuti scese alle scale dell'androne principale con la faccia trionfante, affermò: abbiamo vinto. E tutti tornammo a casa ignari della verità”. Verità che è poi venuta a galla qualche giorno dopo, quando la cliente (parte civile con l'avvocato Franco Libori) e suo figlio, perso il ricorso chiedono la restituzione del denaro versato (oltre 17mila euro). Ma di quei soldi non rivedranno neanche l'ombra. Ricevendo, tra l'altro, una diffida dalla Federici. Che li invitava “a stare lontano dal suo studio”. L'istruttoria riprenderà il 19 ottobre con l'esame dell'imputato.