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Risse, droga e sfruttamento della prostituzione: rimpatriati tre stranieri

Roberto Minelli
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Un intenso lavoro di accertamenti e di verifiche da parte della polizia di Terni ha portato all'accompagnamento in frontiera di tre stranieri: un albanese portato al Centro di identificazione ed espulsione di Bari, in attesa di essere rimpatriato e due tunisini, appena usciti dal carcere di via Sabbione, scortati fino a Fiumicino e messi su un aereo per la Tunisia. Il cittadino albanese di 25 anni, in Italia sin da quando era minorenne e sempre regolarmente residente a Terni, è stato espulso, dopo che gli agenti dell'Ufficio immigrazione hanno svolto accertamenti sullo stile di vita del giovane, che subito dopo aver raggiunto la maggior età, invece di lavorare, ha preferito dedicarsi alla risse, per poi passare allo spaccio di sostanze stupefacenti e allo sfruttamento della prostituzione, collezionando denunce e condanne. Denunciato anche per lesioni personali è stato considerato pericoloso per l'ordine e la sicurezza pubblica, gli è stata perciò notificata la revoca del permesso di soggiorno ed è stato espulso dal territorio nazionale. Appena usciti dal carcere, invece, dove stavano scontando 6 e 4 anni per reati di droga, i due tunisini sono stati accompagnati a Fiumicino e scortati fino all'aereo per il loro Paese. Entrambi 35enni, in Italia da circa 10 anni, avevano riportato denunce in quasi tutto il territorio nazionale, sempre con nomi e date di nascita diversi. In virtù degli accordi bilaterali fra gli Stati e grazie alla stretta collaborazione fra la polizia di Stato e le rappresentanze diplomatiche presenti sul territorio, è stato possibile, con il riscontro dei cartellini fotosegnaletici attribuire ai due l'esatta nazionalità e per questo poterli mettere sull'aereo che li ha riportati in patria.