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Perseguita la ex con sms minacciosi: "Ti pentirai di essere nata"

Alessandra Borghi
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Si è celebrato il processo a Perugia di secondo grado per un uomo - difeso dagli avvocati Elodia Mirti e Federico Calzolari - accusato di stalking verso la ex fidanzata, parte civile assistita dall'avvocato Laura Modena. I problemi erano nati dopo la fine di una relazione durata diversi anni e culminata in una breve convivenza. La rottura era intervenuta dopo un litigio violento per motivi banali (secondo la versione di lei, si era rifiutata di accompagnare l'uomo a una festa). Invano i due poi avevano cercato di ricucire il rapporto. Così sarebbero iniziate le condotte persecutorie di lui, che, secondo le accuse, avrebbe inviato 1.400 sms in pochi mesi chiedendo di continuo incontri e tentando di controllare la donna, spesso ricorrendo a toni minacciosi (i messaggi, agli atti, erano di questo tenore: “era solo un avvertimento, la prossima volta si spara”, “bamm! i cristantemi arrivano”, “prima di morire di pentirai di essere nata”). Una volta - sempre secondo quanto ricostruito dalla procura in base alle denunce della parte offesa - aveva sorpreso la donna mentre era in auto con un altro; per questo avrebbe dato in escandescenze rompendo con un pugno un finestrino. Ma ci sono altri episodi inquietanti alla base delle accuse: una bomba carta esplosa sul portone del condominio dove viveva la ex e l'incendio notturno che aveva distrutto la sua auto (e anche un'altra vettura). Così, il gup Carla Giangamboni in primo grado aveva condannato l'uomo, con rito abbreviato, a tre anni, quattro mesi e venti giorni di reclusione. La corte di appello di Perugia ha ridimensionato solo di poco la pena, portandola a tre anni e due mesi.