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Licenziata perseguita con messaggi al veleno l'ex datore di lavoro

Maurizio Muccini
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Era stata licenziata nel lontano 2007. Secondo lei “senza un motivo valido”. E l'aver perso improvvisamente quel posto occupato ormai da anni (nel campo della ristorazione) ha scatenato in lei una rabbia smisurata proprio nei confronti del suo ex datore di lavoro. Letteralmente tempestato di sms e email, in qualsiasi ora del giorno e della notte. Per circa due anni dai toni più morbidi e confidenziali, magari con la speranza che l'uomo potesse tornare sui suoi passi. Ma con il passare del tempo sicuramente più diretti e infuocati. Anzi, vere e proprie ingiurie. Con offese pesanti all'indirizzo anche della moglie dell'ex datore e soprattutto del figlio. Un'intera famiglia nel mirino, quindi. Fino a quando l'uomo, ormai sfinito e preoccupato per i suoi cari, ha denunciato tutto alle forze dell'ordine. E proprio da qui è scattato il procedimento giudiziario, che ha portato in questi giorni la donna (rappresentata dall'avvocato Carlo Maria Amici), originaria della Russia ma da sempre residente a Perugia, davanti al giudice di pace. Una vicenda per certi versi assurda che è stata ricostruita nei dettagli in aula. Con la parte offesa che ha sottolineato che “era stato costretto a licenziarla per necessità. Anche se lei voleva sì lavorare, ma senza però prendersi alcuna responsabilità. E poi quei messaggini al veleno erano quasi tutti indirizzati a mia moglie, che in questa storia non c'entra proprio nulla”. Sarà proprio così? L'ultima parola del giudice è attesa per l'ottobre prossimo.