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Violentata per oltre quattro ore dall'amico dell'ex fidanzato

Roberto Minelli
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"Mi ha detto che se mi fossi ribellata, mi avrebbe accoltellata, che mi avrebbe fatto schizzare il cervello sul muro e che per quella notte avrebbe fatto di me quello che voleva. Sono rimasta impietrita e quando ha visto che ero ormai ferma, immobile, si è messo a ridere e mi ha trascinata in camera". Dagli atti del processo emerge l'indicibile orrore vissuto sulla propria pelle da una giovane ternana, sequestrata e violentata per oltre quattro ore in un appartamento di Papigno, a Terni. Quando all'alba era riuscita a guadagnare la strada di casa, dopo che il suo aguzzino le aveva 'concesso' di rivestirsi e andarsene, si era ritrovata da sola e con addosso tutto il peso di una violenza cieca e brutale, "senza più una lacrima da versare", come raccontato ai carabinieri. All'epoca dei fatti, era il febbraio del 2010, la vittima aveva poco più di 18 anni. La sua denuncia ha portato alla sbarra due uomini di nazionalità rumena: l'ex fidanzato di 30 anni e l'amico di lui, 35, quest'ultimo individuato quale autore materiale della violenza e accusato anche di sequestro di persona. Rimasta da sola a casa del 35enne quest'ultimo - secondo l'accusa - aveva mostrato il suo vero volto. Fatto di minacce di morte, portate anche con un coltello, insulti di ogni tipo e un'escalation di violenza: dal tentativo di baciarla, respinto, alle mani addosso. Inutili le lacrime e le urla: nessuno, fra i vicini, era intervenuto per salvarla. Alla fine l'uomo l'aveva spogliata con la forza e costretta a seguirlo in camera da letto. Lì, così ha riferito ai militari, la giovane era stata violentata ripetutamente e solo dopo quattro ore di inferno, aveva potuto lasciare quell'appartamento. Giunta a casa, i nervi sono crollati: disperata, ha raccontato tutto ai familiari che l'hanno portata al pronto soccorso.  Articolo completo nel Corriere dell'Umbria di mercoledì 17 giugno (CLICCA QUI)