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Giallo Sonia Marra, la sorella: "L'accusa è ormai chiara"

Un'udienza del caso Marra

Roberto Minelli
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Il giorno da cerchiare in rosso sul calendario è quello del 14 settembre prossimo. Che anticiperà le ultime quattro udienze, fissate in uno spazio di tempo ristrettissimo. Al termine delle quali - con molta probabilità - arriverà l'atteso verdetto sul giallo di Sonia Marra, la studentessa di Specchia svanita nel nulla dal lontano novembre del 2006. Perché proprio in quella data è previsto l'esame di Umberto Bindella, il grande imputato di omicidio e anche di occultamento di cadavere in concorso con un finanziere. Che anche lunedì 15 giugno, alla ripresa del processo in corte d'assise a Perugia, era sempre al suo posto. Così come Anna Marra, sorella di Sonia, che attende con impazienza la fine dell'incubo. Ma l'istruttoria non si è ancora conclusa, dal momento che gli ultimi tre testi della difesa (rappresentata dagli avvocati Silvia Egidi e Daniela Paccoi) non si sono presentati in aula (uno di questi, ritenuto fondamentale, avrebbe avuto contatti telefonici proprio con la ragazza pugliese). E così è stata fissata un'altra tappa al 10 luglio, proprio per chiudere definitivamente il cerchio delle testimonianze. Tempi lunghi, quindi. Anzi lunghissimi. Per un dibattimento che sembra ormai aver detto tutto, ma che appare per certi versi “congelato”. Ritardo che pesa come un macigno soprattutto per la parte civile, con in testa l'avvocato Alessandro Vesi, che come noto assiste i familiari della scomparsa. Ma che non sposta di una virgola le convinzioni di Anna Marra, che ha ribadito di essere particolarmente tranquilla e serena, dato che “il lavoro degli investigatori è stato comunque ottimo e i tempi lunghi non potranno influire in nessuna maniera. Ripeto, l'accusa è ormai chiara e i fatti non cambiano. Io e la mia famiglia vogliamo semplicemente la verità”. C'è pure un piccolo “giallo”. Cavalcato naturalmente con forza dai legali della difesa. Che hanno invitato la corte a “rintracciare” un particolare numero telefonico, già comparso nei tabulati, e attribuito in un primo momento alla questura di Bolzano (che ha invece smentito categoricamente). Una telefonata che avrebbe raggiunto Sonia Marra appena qualche giorno dopo la sua scomparsa. Ma chi c'era dall'altra parte della cornetta? Un interrogativo che si vuole sciogliere al più presto.