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Rogo alla Umbria Olii, confermata in Cassazione condanna a Del Papa

L'incendio alla Umbria olii

c.f.
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La Cassazione ha confermato la condanna di Giorgio Del Papa per la tragica esplosione della Umbria olii, ma gli atti sono stati rinviati alla Corte d'Appello di Firenze per la rideterminazione della pena a seguito dell'intervenuta prescrizione dell'accusa di incendio colposo. Questa la pronuncia emessa dalla Corte intorno alle 20,30 di ieri sul rogo divampato nell'azienda di Campello sul Clitunno il 25 novembre 2006 e in cui persero la vita tre operai Giuseppe Coletti, Vladimir Todhe e Tullio Mottini, e l'imprenditore Maurizio Manili titolare dell'omonima ditta che quel sabato di nove anni fa stava eseguendo insieme ai propri dipendenti una serie di manutenzioni ai silos della Umbria olii e che insieme ai propri dipendenti morì sul lavoro. La Cassazione ha respinto il ricorso contro il concorso di colpa riconosciuto dalla Corte di Appello di Perugia a carico del Manili, ad assistere le parti civili, cioè la moglie e il figlio dell'imprenditore morto nel rogo gli avvocati Giulia Bongiorno e Dino Parroni. Respinte anche le eccezioni contro le parti civili presentate dai due legali e dall'avvocato Giuseppe La Spina, che invece assiste Del Papa. L'imprenditore umbro, all'epoca dei fatti amministratore della Umbria Olii, è stato condannato in primo grado dal tribunale di Spoleto a 7 anni e mezzo per omicidio colposo, poi rideterminata a 5 anni e 4 mesi in secondo grado col riconoscimento delle attenuanti generiche, l'assoluzione del getto pericoloso e l'assegnazione al Manili del concorso di colpa.