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Tenta la fuga a Fontivegge e poi picchia un agente, albanese rimpatriato

Roberto Minelli
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Nel corso di un “pattuglione” a Fontivegge a Perugia gli agenti del reparto prevenzione crimine hanno notato due uomini sospetti a bordo di una Bmw. Decidono di fermare il veicolo e controllare gli occupanti; il passeggero esibisce una carta di identità albanese. Il volto non sembra perfettamente corrispondente a quello della foto del documento e quindi si decide di condurre l'uomo in Questura; il giovane a questo punto apre la portiera scappa via; viene quindi inseguito dai poliziotti per il quartiere e poco distante raggiunto da un agente. Lo straniero lo strattona e lo colpisce più volte, senza però impedire l'arresto. In Questura si chiariscono le ragioni di quella fuga: era un clandestino, già noto alle forze di polizia, sottoposto all'obbligo di firma quotidiana in Questura in attesa del rimpatrio; il documento esibito era quello del fratello, regolarmente residente a Perugia, di quattro anni più giovane. Il giovane è stato dunque arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, mentre il poliziotto è rimasto ferito con alcune escoriazioni. Contestato anche il reato di false identità a pubblico ufficiale. Mercoledì 27 maggio è stato processato per direttissima, condannato e posto a disposizione dell'Ufficio immigrazione per il rimpatrio. Gli agenti dell'Ufficio hanno pianificato tutto per il suo rimpatrio: un provvedimento di espulsione, un appuntamento dal giudice di pace per la convalida, un passaporto ed un biglietto aereo di sola andata per Tirana e tre agenti di scorta fino a Fiumicino. In serata era già in Albania.