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Paga le tasse ma risulta evasore, parroco accusa la commercialista

Roberto Minelli
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“Con la dichiarazione dei redditi fatta da me non corri alcun rischio. Le tasse da pagare? Nessun problema. Sono semplici cartelle pazze, con i soliti errori. Non ti preoccupare, ci penso io a sistemare l'intera questione”. Così assicurava i suoi tantissimi clienti. Che della sua professionalità, per diversi anni, si erano pienamente fidati. Mai un errore, mai una correzione avventata. Ma nel tempo, però, qualcosa è cambiato. Perché in molti hanno iniziato a ricevere cartelle esattoriali per tasse non pagate per importi da capogiro. Fino a toccare in totale quota 150mila. Somma che la commercialista finita sotto inchiesta “si sarebbe appropriata.- sostiene l'accusa - Denaro destinato al pagamento delle imposte e dei contributi previdenziali che i clienti le avevano consegnato per essere in regola”. E proprio lunedì 25 maggio è andato in scena un nuovo round del processo a carico della commercialista, chiamata a rispondere di “appropriazione indebita aggravata”. Sul banco dei testimoni sono sfilate due persone che sarebbero state raggirate dalla dottoressa. A cominciare da una signora, titolare di una gioielleria e un prete. Che alla fine, con la loro versione dei fatti, non hanno fatto altro che complicare la posizione dell'imputata. Soprattutto il parroco ha ricordato nei dettagli i suoi rapporti con la professionista. “Se ci vediamo ancora? Solo la domenica, quando lei viene in chiesa con la sua famiglia”. E poi le accuse, dirette: “Per tutto questo periodo sono stato costretto a ripagare tutte le tasse, sia con le relative sanzioni che con gli interessi”, ha aggiunto. Il danno e la beffa, quindi. Evasori di fatto “senza colpa”, quelli che verranno presto ascoltati. Numerose risultano infatti le parti offese, alcune delle quali rappresentate dagli avvocati Pasquale Perticaro e Mirti. Mentre la commercialista è difesa dal legale Cristina Zinci.