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Aggredita per il crocifisso, la madre: "E' terrorizzata, non vuole tornare a scuola"

Giuseppe Magroni
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“La bambina è sotto choc, la notte si sveglia e piange, ha paura di tornare in classe perché teme di essere nuovamente aggredita. Per il momento c'è il certificato medico rilasciato dal pronto soccorso che prescrive venti giorni di prognosi, passati i quali valuteremo insieme alla bambina il da farsi”. La madre della ragazzina di 12 anni picchiata dal compagno di classe senegalese anche per questioni religiose (LEGGI L'ARTICOLO), il crocifisso che la bambina porta al collo, secondo la versione sempre fornita dalla famiglia, dichiara che a quasi dieci giorni dal fatto, l'aggressione avvenuta all'uscita nel piazzale della media Benedetto Brin, le ferite psicologiche della figlia non si sono rimarginate. “Anche perché - racconta sempre la madre - l'episodio di giovedì non è stato l'unico; il ragazzino si mangiava la carta e gliela sputava in faccia. Il 4 maggio siamo andati in biblioteca per un incontro di lettura e lui le ha dato un pugno in faccia; le ha rotto un righello. Sono andata a parlare con le insegnanti e con la preside e loro hanno detto che era per socializzare; hanno minimizzato i fatti, forse se fossero intervenuti l'episodio di giovedì non sarebbe successo”. “Non so se la bambina tornerà in classe - conclude - e se il prossimo anno tornerà in quella scuola; valuteremo il tutto con nostra figlia. Non c'è pericolo di perdere l'anno perché ha preso fin qui ottimi voti”. La vice preside della media Brin Anna Paola Cattani dice che “la decisione di non far tornare la bambina in classe è dei genitori. Se volessero, potrebbero farsi fare un altro certificato dal medico di famiglia e farla rientrare a scuola. Il bambino senegalese è tornato subito in classe ed è stato accolto senza problemi. Il problema principale è che non comprende l'italiano ma è aiutato da un mediatore culturale. Stiamo preparando il rientro in classe della bambina. A noi stanno a cuore sia il bambino che la bambina, ma questi polveroni non aiutano”. Emanuele Fiorini, referente ternano della Lega Nord, ha incontrato la madre della 12enne e conferma la versione: “Non esce più di casa. E' terrorizzata all'idea di tornare a scuola. Bisogna intervenire subito. Basta con le minimizzazioni del fatto”.