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Vive troppo "all'occidentale": marito chiude la moglie in casa

Roberto Minelli
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L'inferno tra le mura di casa. Per colpa della gelosia. Con quella voglia di “vivere all'occidentale” della moglie che aveva letteralmente fatto perdere la testa al compagno. Da qui insulti e minacce continue. Con un episodio in particolare, risalente al lontano 2006, che pesa come un macigno sull'attuale imputato. “Che una volta l'aveva chiusa in casa a chiave, impedendole di uscire e quindi di avere contatti con l'esterno. Alla fine la poveretta era riuscita a liberarsi, facendo scattare l'allarme”. Una storia maledetta, quella sbarcata davanti al giudice monocratico del tribunale di Perugia. Una delle tante. Fatta di vessazioni costanti, sia di giorno che di notte. Consumate in una abitazione situata nella prima periferia del capoluogo umbro. Con un tunisino di quaranta anni chiamato ora a rispondere di maltrattamenti e addirittura di sequestro di persona. Accuse che la difesa, rappresentata dall'avvocato Pasquale Perticaro, è decisa più che mai a respingere nel corso delle prossime istruttorie. Facendo leva soprattutto sul fatto che la signora “dopo aver improvvisamente lasciato l'abitazione, portandosi via la bambina appena nata, solo dopo un anno aveva trovato il coraggio di denunciare i gravi fatti. Ci sono solo indizi”. E poi quei comportamenti “all'occidentale” che non sembrano trovare riscontri, almeno nelle dichiarazioni di alcuni testi sfilati in aula. Prossimo round fissato al mese di giugno prossimo.