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Armi in casa, scattano le prime diffide

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Ma. Mu.
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Nessun pugno duro. E massima tolleranza. Ma fino ad un certo punto. Perché dopo gli avvisi (partiti ormai dal mese di novembre scorso), la scadenza dei termini (il 4 maggio) e le eventuali proroghe proprio per venire incontro alle esigenze dei cittadini (magari perché la visita, necessaria, è stata fissata qualche tempo dopo) non ci saranno più sconti per gli “irriducibili”. Stiamo naturalmente parlando dell'esercito di persone (in ventimila solo nel Perugino) che detiene un'arma in casa. E che, come impone la legge, deve presentare il certificato medico d'idoneità psicofisica, ora fondamentale per continuare a gestire fucili o pistole. In tanti hanno risposto all'appello lanciato dalla questura. Ma a breve non potranno che scattare le diffide. Anzi, qualcuna è già partita. “A quel punto - sottolinea la dirigente Maria Letizia Tomaselli, nella foto - ci saranno a disposizione trenta giorni di tempo per regolarizzare la propria posizione”.