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Ragazzina palpeggiata dal bidello a scuola, la difesa dà battaglia

Roberto Minelli
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Ben diciotto testimoni per sgretolare un castello accusatorio che rischia di segnare il destino di un bidello, finito sul banco degli imputati a Perugia per violenza sessuale. “Per aver palpeggiato - come sostenuto dalla procura - una studentessa all'epoca dei fatti dodicenne lungo il corridoio della scuola media”. La difesa dell'imputato è pronta quindi a mostrare i muscoli. Con la prima istruttoria che è servita a ribadire la completa estraneità del proprio assistito ai fatti contestati: “In questa brutta e delicata vicenda - ha ribadito uno dei legali, l'avvocato Gianni Zaganelli - si è puntato l'indice nei confronti di una persona che, è bene ricordarlo, non ha mai subito procedimenti giudiziari. Una vicenda che va analizzata con particolare attenzione, con quelle mezze verità che devono essere comunque dimostrate”. L'accaduto risalirebbe ad un sabato mattina del maggio 2011. “La ragazzina - sempre secondo il capo d'imputazione - sarebbe stata avvicinata dall'operatore scolastico dopo essere uscita dal bagno. Mentre stava per rientrare in classe, l'uomo l'avrebbe afferrata per un braccio, tenendola ferma. Sfiorandole successivamente con la mano le parti intime. Dicendole che anche i suoi amici facevano così”. La giovane, letteralmente stordita e impaurita, in un primo momento si è tenuta tutto dentro. Nulla era stato riferito ai professori. Solo successivamente aveva fatto capire qualcosa alle compagne. Alle quali riferiva di aver ricevuto attenzioni da quell'uomo, che tutti conoscevano. Poi la terribile confessione alla madre, che ha fatto scattare l'intervento della polizia. Dando via libera all'inchiesta.