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Bastonate al cassiere della banca, il dramma dietro il gesto di "follia"

Sara Minciaroni
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Il dramma dietro il gesto di "follia". Quella che è emersa, nelle ore successive l'atto inaudito del sessantanovenne che lunedì mattina ha preso a bastonate il cassiere di una banca di Castiglione del Lago (LEGGI L'ARTICOLO), è una realtà dai contorni veramente angoscianti. Non certamente la radice, ma di sicuro uno dei passaggi determinanti alla comprensione dell'accaduto va ricercata nel primo giorno di maggio quando il sindaco di Panicale firma un tso (trattamento sanitario obbligatorio) urgente nei confronti della moglie dell'anziano, una signora che vive con lui in una frazione del Comune. L'allarme scatta in seguito ad una segnalazione "vivono in condizioni pessime andate a vedere" dice qualcuno, e infatti la donna viene trovata in stato di malnutrizione e si decide di trasferirla al "repartino" di Perugia. Le sue condizioni si aggravano e viene portata in ospedale al Santa Maria della Misericordia, prima in medicina generale e poi di corsa in terapia intensiva, ma non ce la fa. La donna muore il 2 di maggio in ospedale e il suo corpo viene portato in obitorio in attesa che i familiari dispongano per il trasferimento e i funerali. Questo, in contravvenzione alla consuetudine, non avviene. Nessuno va a reclamare quel corpo e il 4 maggio, cioè lunedì mattina, l'ospedale chiama il Comune di residenza, Panicale appunto. Si cerca il marito, e la preoccupazione sale quando nel primo pomeriggio non si hanno ancora sue notizie, si teme il peggio data la condizione emersa. Ma non bisognerà attendere ancora molto. Saranno gli stessi carabinieri del Comune distante una manciata di chilometri a riferire cosa si è consumato nella mattinata. L'anziano, armato di bastone si è introdotto in una nota filiale di Castiglione del Lago e in preda ad un "delirio" di violenza si è scagliato contro l'addetto allo sportello colpendolo più volte fino a quando non è stato fermato e allontanato dai colleghi della povera vittima. L'uomo, che è stato denunciato a piede libero per aggressione, è attualmente seguito sia dai servizi sociali che dal centro di igiene mentale. Martedì 5 maggio ha passato la giornata nella sua casa, forse prendendo consapevolezza della morte della moglie, che evidentemente la sua mente aveva rigettato, facendogliela "dimenticare" nella cella frigorifera di un obitorio. Una storia assurda. Dolorosa prima di tutto.  Articolo completo nel Corriere dell'Umbria di mercoledì 6 maggio (CLICCA QUI)