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Tagli alle spese, la polizia stradale resta a piedi e senza etilometri

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Eleonora Sarri
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La polstrada resta a piedi. Non ci sono più veicoli disponibili per controllare le strade. Il grido d'allarme lanciato più volte dal Siulp sullo stato di abbandono in cui versa la polizia stradale dell'Umbria “non è valso a scongiurare il peggio”, spiega lo stesso sindacato di polizia. La sezione polstrada di Perugia e i suoi quattro distaccamenti, Foligno, Città di Castello, Castiglione del Lago e Todi “non hanno più veicoli per il pattugliamento delle principali arterie della regione. Il vetusto parco auto è praticamente ridotto ad un solo veicolo per reparto che a causa delle condizioni di grave usura necessita di continui interventi di manutenzione compromettendo la continuità del servizio”. Controlli in strada ridotti al minimo, vanificati gli interventi legislativi sulla sicurezza nelle strade come patenti a punti e reato di omicidio stradale. I pochi veicoli rimasti hanno chilometraggi altissimi, fino a quasi 400mila chilometri. Un pericolo per gli stessi operatori. In questi giorni c'è “un intero reparto fermo per la mancanza di veicoli”, denuncia il Siulp, e ciò rappresenta “l'immagine esemplificativa della spending review”. La polizia stradale perugina “non ha più etilometri, uno per tutta la provincia, pochi misuratori di velocità, poche torce a vento per la sicurezza negli interventi notturni, senza divise e soprattutto pochi uomini e niente mezzi”. E pensare che ogni anno sulle strade italiane ci sono oltre 3.000 morti e 250.000 feriti. “Il dipartimento esca allo scoperto - chiude il Siulp - e faccia sapere ai cittadini umbri e delle altre regioni dove la polstrada è abbandonata a se stessa quali progetti ha oltre alla chiusura indiscriminata dei 251 presidi polstrada in Italia”.