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Delitto Polizzi, le difese: "Valerio Menenti manipolato da Julia"

Julia Tosti in aula (foto Belfiore)

Maurizio Muccini
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“Come in un gioco di prestigio. Con quel concorso morale di Valerio a cui si aggiunge, nelle conclusioni della pubblica accusa, il concorso materiale nel delitto. Sapete cosa vuol dire? Che siamo di fronte a una vera e propria violazione del diritto di difesa”. Come inizio non c'è male. Perché nel giorno delle difese non potevano esserci mezze misure. Con gli avvocati di padre e figlio (accusati dell'omicidio di Alessandro Polizzi) che ci sono andati giù pesante. Rappresentando un quadro completamente diverso, senza risparmiare attacchi alle indagini della squadra mobile e alla procura. Parlando senza giri di parole di “magie, imbrogli, incantesimi e bufale”. E si parte appunto da Valerio Menenti, che in quasi quattro ore il legale Manuela Lupo ha definito una “vittima” anche del genitore. “Lui non è responsabile se il padre ha fatto quello che ha fatto - ha esordito - e del suo apporto morale o materiale non c'è alcuna prova. Abbiamo tutti un debito di verità nei confronti della famiglia della vittima, ma non possiamo non averlo anche per un ragazzo che si trova da due anni in carcere ingiustamente”. Due le cose che attualmente inchiodano il tatuatore: quelle chiavi dell'appartamento del massacro che avrebbe consegnato al padre in ospedale e la pistola ereditata dal nonno, che poi ha ucciso. “Siamo davanti ad un romanzo inventato. - ha aggiunto la Lupo - La questione dell'arma è un semplice pettegolezzo e non c'è uno straccio di prova. Inutile che il pm cerchi di far cascare il teste (chiaro il riferimento al figlio del compagno di stanza di Valerio, che ha dichiarato di averlo visto attaccato alle flebo, cosa che sarebbe incompatibile con l'uscita al compro oro, ndr). Ma se Riccardo Menenti aveva le chiavi, perché non le avrebbe usate visto che è emerso che la notte dell'agguato la serratura era come esplosa?”. E al centro del bersaglio c'è lei, Julia Tosti. “Una bugiarda, abile nel mentire. E di questo ne abbiamo le prove. Che ha dato sempre versioni diverse e contradditorie. Una vera e propria manipolatrice, capace di aizzare Alessandro contro Valerio, spingendoli allo scontro. E smettiamola con questa storia del testimone oculare, visto che lei è una parte offesa, che si è costituita parte civile chiedendo 800mila euro. E anche se fosse testimone, lei non è l'oracolo”. Dopo la richiesta di condanna all'ergastolo per lui e per il padre, Manuela Lupo non ha dubbi: “Deve essere assolto per non aver commesso nessuno dei fatti contestati e deve essere subito scarcerato”. Con pubblicazione della sentenza “su tutti i giornali per restituirgli la dignità”. E Riccardo Menenti? “Sono stati i periti a dire che la pistola era in mano al Polizzi”, hanno concluso Giuseppe Tiraboschi e Francesco Mattiangeli, chiedendo per lui l'assoluzione per il tentato omicidio di Julia Tosti. E la derubricazione del reato da volontario a preterintenzionale, senza premeditazione. La prossima udienza potrebbe essere l'ultima. Lunedì ci sarà spazio per le repliche. Poi camera di consiglio e forse la sentenza.