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Curato per scheggia in un occhio, denuncia medico per calo della vista

Roberto Minelli
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Indagato e parte offesa hanno illustrato i rispettivi punti di vista davanti al gip di Perugia Luca Semeraro. Da un lato c'è un medico, dall'altro un ex paziente convinto di non essere stato curato in modo appropriato e di aver perso per questo diversi gradi da un occhio. Un giorno, facendo dei lavoretti, era stato raggiunto da una scheggia ferrosa. Si era recato al pronto soccorso dove gli avevano tolto la scheggia. L'indomani aveva seguito il consiglio di farsi vedere anche dalla clinica oculistica. Ci è andato da solo, perché ancora ci vedeva. Lì un medico gli aveva detto che potevano esserci altri frammenti ed era opportuna la pulizia dell'occhio, che fu fatta. Da lì ha avuto fastidi e dolori e avrebbe iniziato a vedere male. Per la parte offesa - rappresentata dall'avvocato Roberto Quirini - qualcosa sarebbe andato storto, in particolare perché ci fu una raschiatura corneale che poteva essere evitata e che avrebbe leso il visus. Per la difesa - rappresentata dall'avvocato Stafficci - invece è pacifico nella prassi medico-oculistica che per pulizia si intenda anche “raschiamento” e ci sarebbero dei certificati che attestano il regolare decorso dei problemi all'occhio dopo la pulizia. La parte offesa ora ha fatto opposizione alla richiesta di archiviazione della procura, che non scorge riflessi penali nella vicenda: l'avvocato Quirini ha espresso l'esigenza di un supplemento di indagine, in particolare con lo svolgimento di una perizia, perché finora sono stati sentiti solo l'indagato e la parte offesa. Deciderà il gip.