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Pasqua, controlli sui generi alimentari: 200 aziende al setaccio

Alessandra Borghi
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Uova di Pasqua e colombe dolci senza sorprese. Per garantire cibi delle feste con tutti i crismi l'attività dei carabinieri del Nas dell'Umbria, guidato da Marco Vetrulli, si intensifica e assume la forma di ispezioni nelle aziende di produzione e commercializzazione dei prodotti tipici delle mense pasquali. Tutto quello che finirà in tavola fra domenica 5 e lunedì 6 aprile, insomma. In un mese si può stimare che possano essere fra le 150 e le 200 le attività finite sotto la lente, visto che il bilancio annuale del Nas di solito parla di circa 2.200 ditte controllate nel complesso. Lo scopo è contrastare sia frodi in commercio sia quelle di tipo sanitario, e quindi con dirette ricadute sulla sicurezza alimentare. Da quest'ultimo punto di vista è rilevante l'aspetto della pulizia di laboratori e punti vendita. In passato si sono registrati sequestri di farina perché “contaminata” da muffe, carcasse di topo o di uccelli. Casi che destano sempre allarme nell'opinione pubblica, ma che attestano in realtà l'esistenza di una prevenzione. L'anno scorso, invece, erano stati i prosciutti a finire sotto la lente con un maxi sequestro. Né sono mancati casi di violazione delle norme sulla macellazione. Sotto la lente anche la tracciabilità dei prodotti (occhio dunque alle etichette, e ad altra documentazione). Sempre alta l'attenzione sulla dicitura “artigianale” che gli alimenti possono presentare malgrado la provenienza da un circuito industriale.