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Delitto Polizzi, il pm: "Si riconosca aggravante della crudeltà"

Riccardo Menenti

Roberto Minelli
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"Le lesioni al capo sono esangui, sono le ultime subite prima che intervenisse il decesso. In quelle ferite non c'è minima traccia di gocciolamento, sono state prodotte in limine mortis". È la ricostruzione di Valter Patumi, consulente della famiglia Polizzi, ricordata dal pm Antonella Duchini nel corso della sua requisitoria. Per più di due ore il pm lunedì 30 marzo si è soffermata sull'esito dei sopralluoghi della Scientifica nell'appartamento di via Ricci a Perugia dove il 26 marzo 2013 fu ucciso Alessandro Polizzi e Julia Tosti restò ferita. Duchini ha sintetizzato le analisi genetiche svolte in contraddittorio a Roma che "collocano sulla scena del crimine in modo inequivoco Riccardo Menenti", imputato insieme al figlio Valerio. L'aspetto delle lesioni al capo dal punto di vista della pubblica accusa è importante per la ricostruzione della dinamica omicidiaria: Polizzi sarebbe stato colpito ripetutamente alla testa dopo che il colpo mortale con la Beretta 34 era già stato esploso. Per questa via la procura giungerà a chiedere che si riconosca l'aggravante della crudeltà.