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Perde soldi al gioco, poi aggredisce e minaccia la moglie per gelosia

Maurizio Muccini
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Il tarlo della gelosia che si insinua nella sua testa. Facendogli perdere il controllo. Fino a provocare condotte ossessive e minacciose nei confronti della moglie, madre delle sue tre bambine (tutte minorenni). Con la coppia che, inevitabilmente si spacca, fino ad arrivare alla separazione. Ma l'incubo della donna, che nel frattempo si era trasferita nella casa dei genitori, inizia proprio da questo preciso istante. Visto che l'uomo comincia ad aggredirla verbalmente, in ogni circostanza. Molestandola con pedinamenti, appostamenti, messaggi sulla segreteria del telefonino e propositi di suicidio. Per tentare di riprendere in mano quella relazione sentimentale ormai giunta al capolinea. “Mi farò dieci anni, io sono innamorato di te, devi essere solo mia e di nessun altro”, gli ripeteva durante gli incontri furtivi. Minacciando anche i suoi presunti amanti, a partire da un parente stretto fino ad arrivare ad un altro amico di vecchia data della donna. Alla fine, ormai esasperata e preoccupata per la sua incolumità, la ex moglie si è rivolta alle forze dell'ordine. Con una denuncia che sfocia in un procedimento giudiziario per maltrattamenti che è approdato proprio in questi giorni davanti al giudice per l'udienza preliminare a Perugia. Dove tutti i contorni della vicenda, che si sviluppa dal mese di ottobre del 2013 fino al febbraio scorso, sono emersi con forza. Un'altra storia maledetta, quindi. Una delle tante purtroppo destinata a finire in una gelida aula del tribunale. Dove una famiglia va in frantumi per colpa di un uomo che, travolto da problemi economici, trascorre le sue giornate in luoghi pubblici per giocare ai video poker. E scaglia la sua frustrazione contro la compagna, che senza uno straccio di prova ritiene ormai infedele. E quindi una pessima madre. Nel copioso fascicolo della procura diversi sono i passaggi che sembrano inchiodare il 51enne, che risiede da molti anni alle porte di Bastia Umbra. Che più volte aveva minacciato al telefono anche il presunto rivale in amore, invitandolo a chiudere in fretta quella presunta storia con la moglie: “Se continui a vederla ti strappo il cuore”, gli aveva detto al telefono. Fino al punto di tentare di procurarsi un'arma per “sistemare la questione”. E poi gli appostamenti sotto l'abitazione, con la moglie che non era più libera neanche di uscire a mangiare una pizza con un'amica. “Si avventava su di me, chiedendomi di tornare a vivere insieme. Ero terrorizzata, soprattutto per miei bambini. Ripeto, era fuori di testa”, aveva raccontato la poveretta agli agenti del commissariato di polizia. Accuse pesanti che sono piombate davanti al giudice per l'udienza preliminare Carla Giangamboni. Con la difesa dell'uomo, rappresentata dall'avvocato Gianni Dionigi, che ha invece respinto ogni addebito. “Mai si è arrivati alla violenza - ha ribadito il legale - e questo comportamento ossessivo del mio assistito è frutto di uno stato di depressione causato dalla perdita del posto di lavoro”. Ma non è bastato tutto questo per evitare la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla ex moglie. Con divieto assoluto di comunicare con lei con qualsiasi mezzo.