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Appalti all'Ast, l'imprenditore che ha denunciato tutto: "Ecco come mi hanno rovinato"

Cristian Spina, l'imprenditore da cui è partita l'inchiesta su Ast

Roberto Minelli
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E' partita da lui l'inchiesta che ha portato a 11 avvisi di conclusione indagine nei confronti di dirigenti e funzionari dell'Ast di Terni. Cristian Spina ha denunciato tutto e nel corso di una conferenza stampa tenutasi venerdì 6 marzo ha invitato anche altri imprenditori a fare altrettanto. Spina si è detto fiducioso del lavoro della magistratura e insieme al suo legale Carlo Viola ha ripercorso le tappe della vicenda. "La mia azienda, la Misp Automation - ha raccontato - ha vinto un appalto per la manutenzione delle caldaie dell'acciaieria nel 2011. Ho subito constatato come gli impianti non fossero a norma e ho così informato i responsabili, reclamando i lavori. Lo scontro però si è fatto sempre più acceso, c'è chi metteva in dubbio la mia parola e io e i miei dipendenti venivamo sottoposti a pressioni". La situazione non è migliorata con il ricorso a un consulente esterno, che peraltro confermò come gli impianti non fossero in regola. La perizia del consulente fu trasmessa a tutti, ma dall'Ast non arrivò nessun segnale. Nel 2013 l'imprenditore decide di inviare una lettera all'allora board italiano dell'acciaieria, "ma dopo 6 ore - l'amaro racconto di Spina - hanno recesso tutti i miei contratti". Per la Misp è una mazzata tremenda: in poco tempo l'azienda passò infatti da 2 milioni di fatturato a 60mila, da 40 dipendenti a 3. "E' grazie a loro che siamo ancora in piedi, mi sono stati accanto pur non percependo stipendi da mesi". Ora peraltro l'imprenditore ha creato un'altra azienda che si occupa di produzione di serbatoi in acciaio inox: 12 i dipendenti.