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Ruba 248 pannelli solari dall'azienda, dipendente a giudizio

Alessandra Borghi
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Duecentoquarantotto pannelli fotovoltaici e 15 inverter e cavi solari mancanti all'appello. Un valore complessivo di circa 150mila euro. Chissà che fine hanno fatto, si è chiesto a un certo punto l'amministratore unico di una società che fece denuncia affidandosi agli organi di polizia giudiziaria. Che, fatte le indagini, risalirono a un magazziniere della stessa azienda. Per lui si avvicina la sentenza nel processo che lo vede imputato di furto ai danni della società di cui era dipendente. In pratica, la procura - il pm è Michela Turchetti - lo accusa di essersi impossessato a più riprese della merce e di averla rivenduta in proprio. Il tutto dopo aver creato nel computer aziendale un account di posta elettronica personale e servendosi dei corrieri della società. Tutto sarebbe avvenuto tra agosto e dicembre 2010. L'amministratore unico della società derubata si è costituito parte civile assistito dall'avvocato Danilo Areni e chiede un risarcimento di 200mila euro. Si era accorto che qualcosa non tornava in modo casuale, ossia facendo ispezioni nell'ambito della sua attività. Alla fine è emerso il cospicuo ammanco per merce che usciva non regolamente catalogata. Tra le imputazioni, c'è anche la truffa: il dipendente si sarebbe presentato a un acquirente come proprietario e venditore dei pannelli, avrebbe ricevuto i pagamenti dilazionando di volta in volta l'emissione della fattura e gli avrebbe in sostanza consegnato la merce di provenienza non lecita provocandogli un danno economico visto che poi la società proprietaria ha richiesto a sua volta il pagamento di tutta la merce già pagata all'imputato. Il quale - assistito dall'avvocato Franco Libori - ritiene tuttavia che nell'istruttoria siano emersi non pochi elementi a suo favore. Discussione il 15 luglio.