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"Costretta a un rapporto sessuale", la deposizione non regge: marito assolto

Ma. Mu.
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Un'altra storia maledetta. Che si consuma tra le mura di casa. Con una mamma che per anni (venti secondo la sua ricostruzione) sarebbe stata maltrattata dal marito. Davanti agli occhi dei quattro figli. Fino a quando la donna trova il coraggio di denunciare tutto. Spezzando di fatto quell'unione fatta di insulti e minacce. Siamo al maggio del lontano 2007. E per quella drammatica vicenda l'uomo era già stato condannato per maltrattamenti a due anni. Ma non è finita qui. Dal momento che martedì mattina l'uomo (ora seguito dai servizi sociali) si è trovato nuovamente alla sbarra con l'accusa più grave: quella di violenza sessuale. Perché secondo quanto sostenuto dall'accusa, la moglie (con la pratica di divorzio già avanzata) a seguito della condizione psicologica in cui si era venuta a trovare, nell'aprire sempre del 2007 era stata “presa con violenza e costretta ad un rapporto sessuale”. Da qui le urla disperate della poveretta, che sarebbero state avvertite anche da una delle figlie. Che “era addirittura piombata di colpo in camera da letto”. Una ricostruzione che ha portato il pubblico ministero Gemma Miliani a chiedere una condanna a 5 anni e 9 mesi. Ma nell'arringa difensiva, l'avvocato Arturo Bonsignore ha puntato forte sulla scarsa attendibilità di quella deposizione. Nella quale l'episodio incriminato non “ha trovato alcun riscontro, con la figlia chiamata in causa solo molto tempo dopo”. E alla fine il castello accusatorio si è di fatto sgretolato. Visto che il collegio presieduto da Gaetano Mautone (Volpe-Noviello), dopo una breve camera di consiglio ha assolto con formula piena l'uomo. Con tanto di trasmissione degli atti alla procura, magari per valutare meglio quelle scottanti testimonianze.