Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Dose letale di droga a disoccupato, tre persone in manette

Roberto Minelli
  • a
  • a
  • a

Il 12 marzo scorso i carabinieri del Norm di Perugia erano intervenuti presso il pronto soccorso dell'ospedale di Città della Pieve, dove, poco prima, un disoccupato 50enne del posto aveva accompagnato un proprio conoscente, quarantenne di Sarteano, anche lui disoccupato, perché presentava un arresto cardio-circolatorio, che i medici avevano subito appurato essere stato causato dall'assunzione di sostanze stupefacenti. Dopo diversi tentativi di rianimazione, i sanitari dell'ospedale pievese disponevano il trasferimento all'ospedale di Città di Castello, ma durante il trasporto l'uomo era deceduto. I primi accertamenti hanno permesso di appurare che l'uomo, durante il viaggio in auto da Perugia a Città della Pieve, si era iniettato una dose di eroina, acquistata precedentemente proprio a Perugia e, subito dopo, aveva accusato un malore. Da quel momento, sono iniziate le indagini, finalizzate all'identificazione dello spacciatore che ha venduto la dose letale al quarantenne. Le indagini si indirizzano verso alcuni soggetti di origini tunisine ed un italiano, residenti a Perugia e, a quanto pare, molto ben inseriti nella realtà dello spaccio del capoluogo perugino. Gli inquirenti, cioè i militari dell'aliquota operativa della compagnia, approfondiscono gli elementi indiziari in loro possesso, per verificare l'ipotesi di colpevolezza intorno ai due stranieri e all'italiano, che appaiono i responsabili della materiale cessione della droga che aveva stroncato la vita al quarantenne e, infine, li denunciano all'autorità giudiziaria perugina, non solo per il reato di spaccio di sostanze psicotrope, ma anche per quello, più grave, previsto dal codice penale di morte come conseguenza di altro delitto. Gli indagati, in pratica, devono rispondere per aver cagionato la morte del disoccupato di Sarteano, come conseguenza della loro illecita attività di spaccio di stupefacenti. Il 28 gennaio 2015, il Tribunale di Perugia, concordando integralmente con le risultanze investigative proposte al pm dai militari dell'aliquota operativa della compagnia, emette un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di tutti i deferiti, i quali, dopo oltre 20 giorni di ulteriori servizi di pedinamento ed appostamento, vengono individuati in diverse zone della città di Perugia ed arrestati, nel corso di tre distinte operazioni, man mano che si riusciva a trovarli, dai militari dell'aliquota operativa di Città della Pieve, che sono stati coadiuvati dal personale delle stazioni dipendenti dalla compagnia. L'operazione è stata illustrata in conferenza stampa al comando provinciale di Perugia (GUARDA LE FOTO). Sono finiti in manette un tunisino di 23 anni e un altro di 27, più un italiano di 24 anni. L'estrema difficoltà incontrata dai militari della compagnia ad individuare i tre destinatari della misura restrittiva lascia capire come essi fossero prudenti nel cercare di non lasciare alcuna traccia dei propri spostamenti, con la finalità di separare nettamente la loro vita privata e familiare da quella “professionale”. Tutti gli arrestati sono stati, alla fine, associati alla casa circondariale di Perugia-Capanne.