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Peculato, noto ginecologo sotto inchiesta per 128 euro

Il ginecologo è difeso dall'avvocato Marco Brusco

Ma. Mu.
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E' finito sotto accusa per poco più di 128 euro. Quota che non avrebbe versato all'Asl dopo una visita specialistica. Per questo un noto ginecologo (operante nella provincia di Perugia) è finito davanti al giudice per l'udienza preliminare per peculato. Il dottore, secondo quanto sostenuto dal capo d'imputazione, “con condotte reiterate, nella sua qualità di dirigente della struttura complessa di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale, autorizzato a svolgere attività ‘intramoenia' una volta riscosso l'onorario ometteva di versare all'azienda il regolare ticket, appropriandosene”. Da qui è scattata la lunga indagine delle fiamme gialle di Perugia e il conseguente procedimento nei confronti del professionista dopo la denuncia dell'Asl (rappresentata dall'avvocato Fernando Mucci). Che, in parole povere, avrebbe svolto visite all'interno del nosocomio senza far passare i pazienti dal Cup. Secondo la procura, di fatto, il ginecologo si sarebbe intascato (in diversi casi) direttamente i soldi per prestazioni erogate al di fuori del normale orario di lavoro. Un'ipotesi di reato contrastata però con forza dalla difesa (avvocato Marco Brusco). Che ha ribadito che il suo assistito, durante le visite quotidiane, non agiva come ginecologo della struttura ospedaliera stessa, bensì come libero professionista. Un particolare non di poco conto, dato che in questa circostanza si dovrebbero contestare semmai i reati di appropriazione indebita o truffa. Dopo una breve ma accesa discussione, il giudice ha deciso di rinviare il tutto al mese di maggio prossimo proprio per arrivare ad una possibile riqualificazione del reato. Non resta che attendere.