Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Strage del Broletto, medico indagato sceglie rito abbreviato

Maurizio Muccini
  • a
  • a
  • a

Un fitto calendario. Che porterà dritti alla prima sentenza, fissata per il primo aprile prossimo. Quando, dopo le repliche delle parti in causa, si conoscerà il destino dei quattro indagati per la strage del Broletto, a Perugia. L'udienza di mercoledì mattina davanti al gup Luca Semeraro ha segnato subito una svolta. Visto che il medico di base che firmò quel certificato che garantì il porto d'armi ad Andrea Zampi - che poi con una pistola usata uccise le due impiegate della Regione Umbria Margherita Peccati e Daniela Crispolti - ha chiesto il rito abbreviato. Anche la collaboratrice amministrativa della questura (che aveva in quel tempo istruito la pratica) ha formalizzato l'identica richiesta, mentre le altre due persone coinvolte si difenderanno invece con il rito ordinario. Ma queste non sono state le uniche novità, considerato che il giudice ha poi estromesso l'Asl (che era stata citata solo dai familiari di Zampi attraverso il legale Alfredo Brizioli) dal procedimento, accogliendo di fatto l'eccezione formulata dall'avvocato Fernando Mucci per conto dell'azienda sanitaria stessa. Mentre ha invece acconsentito alla citazione del ministero dell'Interno per la questura di Perugia, così come espressamente voluto da tutte le parti offese. E come se non bastasse, è arrivato pure il definitivo disco verde per la costituzione di parte civile dei genitori di Andrea Zampi, che dopo la mattanza si uccise sparandosi con un colpo in testa. Ma l'inchiesta si è arricchita anche di una nuova documentazione. Che prevede, tra le altre cose, diverse prescrizioni farmaceutiche, altre consulenze tecniche e una estrazione di dati dal computer proprio del medico indagato. Materiale ritenuto scottante ai fini dell'acquisizione di nuove prove.