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Animali uccisi e torturati, ecco il laboratorio degli orrori

Roberto Minelli
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Brillante operazione di servizio quella portata a termine dai carabinieri della stazione di Castel del Piano che, al termine di articolate e prolungate indagini durate nel tempo circa quattro mesi, suffragate da positivi riscontri investigativi, hanno assicurato alla giustizia l'autore di gravi reati. Con l'accusa di uccisione di animali ed invasione di edifici è stato infatti denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Perugia un 21enne perugino, residente nel capoluogo umbro, nullafacente, incensurato. L'attività investigativa inizia il 29 settembre 2014 allorquando i carabinieri di Castel del Piano intervengono in una scuola dell'infanzia del territorio dove viene segnalata la presenza della carcassa di un cucciolo di gatto scuoiato ed appeso sulla parte superiore del cancello pedonale del plesso scolastico, fra lo sgomento e la paura di insegnanti, alunni e genitori che non credono ai lori occhi; le indagini proseguono e vengono quindi identificate persone informate sui fatti e si raccolgono testimonianze; alla fine i riscontri investigativi tracciano e consentono di individuare in località periferica del capoluogo un piccolo annesso di proprietà privata divenuto addirittura un vero e proprio laboratorio degli orrori. Infatti, i militari irrompono all'interno di un magazzino, abusivamente occupato, rimanendo da un lato impressionati per il ritrovamento di elementi probatori utili a sostenere l'ipotesi accusatoria, dall'altro altrettanto negativamente colpiti per l'orrore che trovano di fronte ai lori occhi. Rinvengono infatti all'interno del vano un arsenale costituito da strumenti per la tortura e l'uccisione di animali (picconi, machete, carabine ad aria compressa, accette, forbici da giardini, coltelli, fascette in plastica, cavi elettrici, pugnali di varie dimensioni, roncole e similari, provette di uso sanitario, nastri adesivi), che riportano ancora tracce di materiali biologici di natura animale. Tali strumenti sono inequivocabilmente riconducibili all'episodio scoperto il 29 settembre 2014; si conclude con l'individuazione del 21enne perugino abitante nei pressi, che occupa abusivamente il magazzino, trasformandolo in un laboratorio artigianale dove deporre gli strumenti del mestiere, al fine di commettere tali barbarie.