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Salvate dalla piccola Sara, altri due casi: il racconto di due giovani mamme

Padre Francesco con la giornalista Fanelli de

Euro Grilli
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Venerdì pomeriggio Luana Cavazza, la donna di Latina che sostiene di essere guarita di tumore dopo aver pregato sulla tomba della piccola Sara Mariucci nel cimitero di San Martino in Colle, ha portato la sua testimonianza a “La vita in diretta” su Rai Uno. La popolare trasmissione condotta da Marco Liorni e Cristina Parodi si è interessata dunque del “caso” relativo alla guarigione dal cancro al midollo spinale della casalinga di Latina che - come hanno scritto in maniera inequivocabile i medici dopo che la risonanza magnetica che ha dato risposta negativa - non trova una spiegazione scientifica. Una troupe guidata dalla giornalista Patrizia Fanelli, dopo aver intervistato Anna, la mamma della piccola Sara, è arrivata a Gubbio e nella chiesa di San Martino in Colle ha parlato con padre Francesco Ferrari, il parroco francescano che ha avuto l'incarico dal vescovo Mario Ceccobelli di raccogliere testimonianze, racconti e documenti relativi ai fatti “strani” riconducibili alla vicenda della piccola Sara. I “fatti strani”, intanto, gli episodi inspiegabili, quelli che alcuni chiamano “miracoli” e che altri invece etichettano come “coincidenze”, continuano a riemergere, dopo essere stati coperti per anni da una cortina di silenzio e di riservatezza voluta dalla famiglia Mariucci proprio per non correre il rischio di spettacolarizzare quel dolore così atroce. Ecco allora che padre Francesco venerdì mattina ha rivelato due fatti molto simili, accaduti uno a Gubbio e l'altro a Padova. Entrambi vedono protagoniste due mamme malate e in stato interessante. A una donna di Gubbio con una grave malattia ai reni e costretta ad assumere farmaci molto forti, era stato quasi ordinato di effettuare l'aborto terapeutico. La donna però non ha voluto rinunciare alla sua maternità e si è opposta fino al momento in cui ha rivelato: “Nessun aborto, ho avvertito dietro di me la presenza della piccola Sara che cantava: nascerà, nascerà”. E così ha portato a termine la gravidanza dando alla luce una bellissima bambina, sana e piena di voglia di vivere. Fatto analogo per una coppia padovana. In questo caso la mamma era afflitta da un tumore che la stava uccidendo. Per curarsi avrebbe dovuto sottoporsi a cure con tutta probabilità fatali per il bimbo che aveva in grembo, per cui i medici l'hanno esortata a praticare l'aborto. Ma anche a lei, in un momento di profondo dolore, è accaduto di avvertire una presenza strana e più tardi dirà: “Sara mi cantava: nascerà, nascerà”. E anche in questo caso la gravidanza è giunta al termine nel modo più bello.