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Violenta la sorella dell'amico, condannato a 3 anni e 6 mesi

Maurizio Muccini
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Condannato. A tre anni e sei mesi di reclusione. Per aver violentato sessualmente la sorella dell'amico. Dopo una serata trascorsa insieme, in piena allegria. Forse condita da qualche bicchiere di troppo. Ma alla fine il castello della difesa del 28enne di origini rumene si è sgretolato sotto i colpi dell'accusa, rappresentata in aula dal pm Gemma Miliani. Che nell'arringa conclusiva aveva ripercorso tutte le tappe di quella drammatica notte, trasformatasi in incubo per una ragazza 27enne moldava. Ma andiamo ai fatti. Siamo al maggio del 2013. Il rumeno viene invitato a cena dal caro amico, in un appartamento in via Marsala, a Perugia. Qui c'è pure sua sorella. La serata scorre via veloce, in un clima di vera festa. Poi l'ospite saluta tutti e se ne va. Esce dall'abitazione anche l'amico. Ma qualche ora dopo, letteralmente invaghito della donna, con la scusa di aver dimenticato il suo telefonino, il 28enne torna a tarda sera in quell'appartamento. E secondo quanto sostenuto con forza nella ricostruzione dell'accusa, “dopo alcuni minuti trascina la giovane in camera da letto e la violenta”. Successivamente l'uomo era fuggito prima di costituirsi definitivamente in caserma. Da qui il lento procedimento penale. Con la difesa dell'imputato, rappresentata dall'avvocato Serena Brachetti, che aveva chiesto l'abbreviato condizionato all'acquisizione di alcuni documenti (una relazione medica e un tabulato telefonico). Continuando a sostenere il fatto che “il rapporto tra i due era stato comunque consenziente” e che le ferite riportate dalla vittima “erano legate ad un episodio verificatosi in precedenza”. Successivamente erano stati ascoltati in aula un teste della difesa e uno del pubblico ministero. A seguito di quel grave episodio la poveretta, costituitasi parte civile con i legali Ermes Farinazzo e Saschia Soli, venne trasportata al pronto soccorso dell'ospedale di Perugia. Quindi il verdetto di martedì pomeriggio dopo una interminabile camera di consiglio. Condanna a parte, per quanto concerne la quantificazione del danno civile il giudice ha rinviato il tutto alla sede civile. Liquidando tuttavia una provvisionale di ben 20mila euro oltre a tutte le spese sostenute dalla parte civile.