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La prende per il collo perché non vuole fare sesso: condannato

Maurizio Muccini
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Si erano conosciuti per caso in un bar nel centro storico di Perugia. E subito tra i due era scattata la classica scintilla. Anzi, una vera e propria “attrazione fatale”. Tanto che appena qualche ora dopo erano già in auto, appartati in una zona isolata e completamente buia nei pressi dell'aeroporto San Francesco. Una serata che, però, non andava proprio come l'uomo desiderava. Perché improvvisamente la donna cambiava idea, rifiutando di avere un rapporto con quel giovane di trentatre anni che aveva fatto breccia nel suo cuore. Da qui la lite, sembra furiosa. Con l'uomo che a quel punto (completamente fuori di testa) impediva alla bella compagna di uscire dalla vettura, tentando di obbligarla con la forza a fare sesso. E secondo quanto sostenuto dall'accusa, rappresentata in aula dal pubblico ministero Manuela Comodi, “avrebbe usato le maniere forti, al punto da prenderla per il collo e per i capelli. Atti violenti, quindi. Di estrema gravità”. Ma in qualche modo lei era riuscita a scappare da quella morsa, quasi del tutto nuda. Riuscendo a far scattare l'allarme. Da qui l'intervento dei carabinieri e l'inizio di un procedimento giudiziario con l'accusa di violenza sessuale e lesioni personali nei confronti del 33enne. Che proprio in tribunale, dopo una serie di udienze infuocate e ricche di colpi di scena, è stato condannato dal collegio presieduto da Gaetano Mautone (Volpe-Cataldo) a due anni e quattro mesi. Una sentenza, arrivata dopo lunghe ore di camera di consiglio, che ha riconosciuto la minore gravità dell'imputato, difeso dall'avvocato Leonardo Gorbi. Che nel corso della discussione finale aveva cercato in tutti modi di dimostrare che quello era stato un “litigio acceso, quindi non di matrice violenta”. Tutto inutile. La donna, rappresentata dal legale Gianni Dionigi, non si era costituita parte civile. Fondamentale è risultata la sua deposizione, avvenuta qualche mese fa. Nel corso della quale aveva descritto quelle ore di “puro terrore”.