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Minacciò e rapinò una minorenne, catturato

Roberto Minelli
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Negli ultimi mesi aveva letteralmente terrorizzato la zona di Fontivegge, a Perugia, rendendosi responsabile di due diversi episodi. Il primo, la sera dello scorso 6 agosto, in via Del Bellocchio, quando una donna di 63 anni, mentre passeggia tranquillamente, viene affrontata brutalmente da un giovane, chiaramente nordafricano, con un altro che assiste alla scena. Il primo le strappa dal collo la collana in oro con relativo ciondolo, per poi darsi alla fuga. L'altro, quello arrestato giovedì, fa la parte “di quello buono”: cerca di rassicurare la signora, di tranquillizzarla, fingendo di non conoscere lo scippatore e di essere capitato lì per caso, dopodiché anche lui, con la scusa di rincorrerlo, si dà alla fuga. Peccato per lui che la povera vittima, qualche minuto prima del fatto, li aveva visti camminare e parlottare insieme, riconoscendo proprio lui, quello che si è poi finto “buono”, senza alcuna difficoltà. L'altro episodio risale all'8 agosto, appena due giorni più tardi, quando l'uomo da "assistente-scippatore” si trasforma in “rapinatore” vero e proprio. Se la prende con una diciassettenne che incrocia per la strada, la intimorisce, la aggredisce verbalmente e minaccia di usare violenza su di lei se non gli consegna tutto quello che ha. La minorenne, presa dal panico, gli consegna la borsa ed il telefono cellulare. Anche la giovane, come l'altra vittima, non avrà alcuna difficoltà a riconoscere, su impulso dei poliziotti, il suo aggressore, e stavolta in maniera più precisa: il rapinatore, che ha agito con abiti estivi, ha lasciato scoperto un vistoso e particolare tatuaggio sul braccio. Gli agenti della squadra mobile lo hanno così individuato: all'esito di una meticolosa attività investigativa, peraltro ancora in corso per identificare il complice, tutti i sospetti sono caduti su El Mehdid Belaziz, nato in Tunisia nel 1982, irregolare sul territorio nazionale, pluripregiudicato. L'uomo ha precedenti per droga, rissa, evasione etc., e proprio per i suoi numerosi e vari precedenti, entra ed esce continuamente da Capanne o dai domiciliari: all'atto dell'esecuzione della misura cautelare in argomento, infatti, il pregiudicato era già detenuto presso la casa circondariale di Perugia, dove resterà quindi ancora più a lungo.