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Stuprata alla vigilia di Natale: "Aveva gli occhi gonfi e il vestito strappato"

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Sara Minciaroni
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Mancano poche ore alla vigilia di Natale. Fuori dalla discoteca Cantiere 21 una giovane ragazza immagine e un benzinaio 24enne si intrattengono in chiacchiere. Lui le chiede di andare a fare colazione. Lei accetta perché quel ragazzo le sembra “simpatico e affidabile”. Lo ha conosciuto poche ore prima, un amico comune li ha presentati ad un aperitivo e poi lo ha incontrato di nuovo nel locale. E' una fredda notte del 2011, quella che la giovane ora ricorda come la più tremenda della sua vita. La mattina del 24 infatti la ragazza viene accompagnata in ospedale, ha il setto nasale rotto, numerose lesioni e i segni della violenza addosso, e rimarrà ricoverata per qualche giorno. Scatta una denuncia per violenza sessuale e il giovane benzinaio viene arrestato. Davanti al collegio presieduto dal giudice Mautone (Noviello e Volpe a latere) si è tenuta la terza udienza dibattimentale del processo che vede imputato il benzinaio. Presente in aula la giovane difesa dall'avvocato di parte civile Matteo Giambartolomei. Assente invece l'imputato, che ha già scontato due mesi di misura cautelare in carcere ed oggi è a piede libero, difeso dall'avvocato Massimo Rossini. Come testimoni dell'accusa, portata avanti dal pm Petrazzini, sono stati sentiti ieri i due agenti che raccolsero la testimonianza della giovane all'epoca dei fatti e un'amica della ragazza che ha dichiarato di aver riconosciuto nel ragazzo intravisto in questura la mattina seguente, la stessa persona che si è allontanata con l'amica dalla discoteca la notte dei fatti. La testimonianza più particolareggiata è stata quella del pr che lavorava nel locale. Che ha raccontato di come quella notte si fosse sorpreso dell'improvvisa sparizione della ragazza, “perchè non era da lei, di solito restava sempre al tavolo e poi a serata conclusa andavamo sempre a fare colazione tutti insieme”. E poi il racconto della telefonata ricevuta proprio dalla ragazza nelle prime ore della mattina. Una telefonata persino “difficile da comprendere per lo stato di agitazione” della giovane. Lui si riveste e raggiunge il locale. Qui trova la collega “con il naso tumefatto, occhi gonfi e lividi, erba tra i capelli e il vestito strappato. L'abbiamo convinta ad andare in ospedale”. L'imputato si è sempre dichiarato innocente. Nella prossima udienza verranno sentiti gli ultimi testimoni dell'accusa e poi i periti e i testimoni della parte civile.