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Rapinano la coinquilina, finge di difenderla ma è complice dell'aggressore

Maurizio Muccini
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Una coppia per certi versi diabolica. Lui sudamericano, lei brasiliana. Capace di inscenare una vera e propria rapina, guarda caso ai danni della facoltosa coinquilina. Con tanto di “sceneggiata”, tra l'altro condita da momenti di autentica tensione. Alla fine però i due sono finiti dritti nelle mani dei militari. E ora davanti al giudice dovranno difendersi da accuse pesanti: rapina aggravata, calunnia e simulazione. I fatti. L'uomo piomba nella casa della vittima, una prostituta rumena (siamo nel cuore di Ponte San Giovanni). E spacciandosi come cliente riesce ad entrare. Improvvisamente tira fuori un coltello e costringe la poveretta a farsi dare alcuni gioielli e contanti. A quel punto bussa alla porta l'altra giovane, precisamente l'amica dell'aggressore. Che prova a “difendere” la coinquilina, rimediando anche spintoni e schiaffi. Alla fine il sudamericano si dà alla fuga. Poche ore dopo le due donne si recano alla stazione dei carabinieri, raccontando l'accaduto. Ma la complice dell'uomo non sapeva che aveva il telefono sotto controllo per un'altra vicenda giudiziaria. Intercettazioni che, in breve tempo, inchiodavano sia lei che il sudamericano (difeso dall'avvocato Antonio Cozza).