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Sanitopoli, sentenza prevista per novembre

Roberto Minelli
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Il colpo di scena non c'è stato. Con le testimonianze degli ultimi testi della difesa che non hanno prodotto novità sostanziali. Tali, cioè, da far cambiare le strategie dibattimentali. E l'impressione è che il più sia stato ormai fatto, con i tempi della discussione finale e della sentenza che ora si accorciano vistosamente. Ma andiamo per ordine. Eppure, nella ripresa del processo “Sanitopoli” che vede tra gli indagati con accuse di falso e abuso di ufficio l'ex governatrice Maria Rita Lorenzetti e l'ex assessore alla sanità Rosi (oltre all'ex manager dell'Asl 3 Gigliola Rosignoli e l'ex direttore alla sanità Di Loreto più i dirigenti e i segretari regionali) erano particolarmente attese le testimonianze di Vincenzo Panella e Maurizio Valorosi. Che, all'epoca dei fatti, erano rispettivamente direttore generale dell'Usl 1 e direttore amministrativo dell'azienda ospedaliera di Perugia. E si ritorna alle delibere “urgenti” incriminate, in particolare la 1402 dell'ottobre 2009. Che secondo l'accusa sarebbe valsa all'ex capo di gabinetto della presidente Lorenzetti, Sandra Santoni, un posto alla Asl 3 di Foligno. Si parte con un approfondimento sui famigerati contratti 15 septies. “Veri e propri strumenti di sopravvivenza, - ha detto Valorosi - affidati alla discrezionalità dell'azienda. La prassi? Fare selezioni, certo. Ma ciò non era imposto dalla legge. Ne avevo parlato con l'assessore, ma l'unica strada secondo me era quella del concorso pubblico. Proprio per non avere ostacoli”. E sul fronte delle autorizzazioni della Regione, ecco le fondamentali dichiarazioni del dottor Panella. “E' mai capitato che la Giunta ha deliberato le vostre richieste verbali?”, attacca il pm Formisano. “Sì, poteva succedere. Poi però gli uffici formalizzavano il tutto appena dopo. Il 15 septies non richiedeva la preventiva autorizzazione della Regione”. In sintesi, ecco il nocciolo della questione. “I nostri fabbisogni, se urgenti, non sempre venivano presentati per iscritto. Ripeto, queste richieste potevano arrivare anche verbalmente in occasione dei vari incontri con l'assessore, seguiti come detto da una richiesta formale”. In parole povere: se la richiesta è successiva all'atto deliberativo (come accaduto nella circostanza) non c'è in corso un falso. Per la soddisfazione degli avvocati difensori, che avevano sempre puntato su tale interpretazione. Con l'aggiunta che “le richieste delle Asl per le autorizzazioni che dava la Giunta per nuove assunzioni, arrivavano a getto continuo e non erano propedeutiche per le decisioni finali dell'organo di governo regionale”. Il passaggio cruciale è tutto qui. Prossime date Il 27 ottobre prossimo la requisitoria del pm. Mentre il 3 novembre toccherà alle difese. Il 10 novembre, infine, richieste e decisione finale.