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Umbria, stop ai cinghiali: delibera della Regione per contenere la diffusione e i danni: ecco cosa prevede

Marina Rosati
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Primo segnale alla diffusione dei cinghiali. Con una delibera del 19 febbraio scorso si vogliono ridurre i tempi di intervento per le attività di contenimento dei danni della specie cinghiale, che preoccupa gli agricoltori ormai esasperati da una situazione fuori controllo, che merita di essere gestita con decisione, senza nessun indugio. Soddisfatta dell'azione regionale è Coldiretti Umbria. "Avevamo bisogno - afferma il presidente regionale Coldiretti Albano Agabiti - di questi primi segnali concreti per invertire la situazione; da parte nostra proseguiremo senza sosta con azioni propositive a sostenere il lavoro della giunta regionale per gestire ulteriormente il fenomeno e mettere in sicurezza le coltivazioni, scongiurando chiusura di aziende e abbandono delle campagne. La proliferazione senza freni dei cinghiali infatti - ribadisce Agabiti - mette a rischio oltre l'equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali, la stessa presenza degli agricoltori soprattutto nelle zone interne, e con essa quella costante opera di manutenzione che garantisce la tutela dal dissesto idrogeologico. Il nostro obiettivo - aggiunge Agabiti - è quello di fare impresa producendo per i cittadini e non per gli animali selvatici nocivi. È ora di mettere in campo quindi, tutte quelle misure utili a porre un argine al fenomeno, considerando che il loro numero è continuato ad aumentare negli anni. Il problema cinghiali - ricorda Coldiretti - oltre a compromettere l'attività di tantissime imprese agricole in tutta la regione, si sta rivelando sempre più pure una minaccia per la sicurezza pubblica, con incidenti che si susseguono sulle varie vie di comunicazione e presenza di ungulati nei centri abitati, anche con il rischio di diffusione di malattie come la peste suina africana. Coldiretti Umbria, in un'ottica di costante difesa del mondo agricolo, ha presentato all'assessore Morroni una serie di proposte. Da quella riguardo un maggior coinvolgimento e intervento degli agricoltori negli abbattimenti, a una estensione del periodo di caccia con modifica del calendario venatorio da uniformare a quello delle regioni limitrofe. Ma anche la necessità di una gestione più efficace delle aree naturali protette e un'uniformità di procedure più semplificate degli Atc in ordine agli interventi d'urgenza, fino al riconoscimento dell'indennizzo del danno integrale. Infine, la creazione di una filiera tracciata e controllata delle carni di cinghiale con valorizzazione diretta dell'attività agricola, come occasione di crescita e lavoro. Leggi anche: Il cinghiale vaga per le strade di Roma: incidente stradale, l'animale ucciso da un'auto. Cresce l'allarme