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La vita di "Ilarietta" appesa a un filo, il bimbo respira da solo

Il luogo della sparatoria (foto Belfiore)

Maurizio Muccini
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Era esattamente una calda mattina di appena un mese fa. A Ponte Valleceppi. Quando la follia arma la mano di Riccardo Bazzurri. Che, dopo un'accesa discussione, spara un colpo di pistola all'interno dell'auto della sua ex compagna Ilaria Abbate, che ha in braccio il loro figlio. Ferendo anche l'amica, prima di uccidersi.  GUARDA LE FOTO DELLA TRAGEDIA Riavvolgere il nastro oggi fa ancora più male. Perché quella mamma di appena ventiquattro anni e il piccolo di due, continuano a lottare contro la morte in un letto d'ospedale del reparto di Rianimazione. In condizioni sempre disperate. Lo stato di coma di “Ilarietta” purtroppo persiste, riducendo di molto ogni possibilità di ripresa. Il cuore e i suoi polmoni sono a riposo. E' intubata e sedata, la giovane. E nessun riscontro positivo è emerso dopo l'ennesima e disperata Tac. Insomma, la sua vita resta attaccata ad una macchina. Ci vorrà un miracolo. Così come per suo figlio, che si trova ancora ricoverato al centro Meyer di Firenze. Seguito ogni istante dai nonni materni e paterni. Situazione sempre stabile, quindi critica, la sua. Anche se da qualche giorno il bimbo sembra aver cominciato a respirare in modo autonomo. Lievi segnali di miglioramento che riaccendono di colpo la speranza, anche se il quadro clinico fa paura.