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Babysitter uccide a coltellate la bimba di 3 anni: "Mi ha rotto il lettore dvd"

Sergio Casagrande
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Una babysitter ha ucciso a coltellate la bimba di 3 anni che accudiva perché la piccola le avrebbe rotto il lettore dvd. Il fatto è accaduto nel Kazakhistan centrale, nel villaggio di Vesovaya. Ne dà notizia The Sun il 17 febbraio 2020. La babysitter assassina si chiama Tamara Kazantseva ed ha 34 anni. Ha confessato il delitto dopo un lungo interrogatorio ed è stata già condannata a 20 anni di carcere. Secondo quanto accertato dalla polizia kazaka - scrive The Sun - "i genitori della piccola Zlata avevano affidato la bimba a Tamara per alcune ore, dopo di che i genitori sono usciti di casa lasciando la babysitter con la loro figlia". La babysitter a questo punto avrebbe invitato nella casa il suo fidanzato, di 43 anni, e con lui si sarebbe servita della vodka conservata nella cucina. La coppia, dopo essersi ubriscata si sarebbe appartata in una stanza lasciando la piccola Zlata da sola.  A un certo punto la babysitter ha udito un forte rumore provenire dalla stanza dove aveva lasciato Zlata e qui ha trovato il suo lettore Dvd sul pavimento. La babysitter si è subito infuriata e dopo aver sgridato la bambina accusandola di aver fatto cadere il lettore dvd a terra e di averlo rotto è corsa in cucina e ha afferrato un grosso coltello. Con questo - scrive ancora The Sun - "ha inferto dieci colpi alla bambina e l'ha uccisa". Il fidanzato della babysitter ha assistito sconvolto all'accaduto e ha telefonato all'ospedale chiedendo l'intervento di un'autoambulanza. All'arrivo dei sanitari, però, non c'era più nulla da fare: la piccola Zlata era morta e "il suo corpo era disteso sul pavimento in una pozza di sangue". Durante un interrogatorio della polizia, Tamara Kazantseva ha confessato di aver attaccato la bambina con il coltello. La donna ha detto espressamente che "voleva punirla per aver danneggiato il suo lettore DVD". Sabato scorso, Tamara Kazantseva è stata condannata a 20 anni di prigione. Il giudice Bekzat Shalgimbaev pronunciando la condanna ha sottolineato che la pena ha tenuto conto della "particolare crudeltà" dei fatti, ma anche della confessione della colpevole.