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Umbria: trans brasiliana ricattava i clienti per farsi consegnare soldi, ora rischia il processo

Catia Turrioni
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Trans brasiliana adescava i suoi clienti, si faceva pagare la prestazione sessuale, poi sotto la minaccia di un taglierino li costringeva a dargli altri soldi. E la richiesta di denaro continuava, pressante anche nei giorni successivi, fino a estorcere al malcapitato di turno quanto più si poteva. I fatti sono quelli ricostruiti dal sostituto procuratore della Repubblica, Mario Formisano, che martedì mattina sosterrà l'accusa nell'udienza preliminare davanti al gip Lidia Brutti. La trans, 38 anni residente a Perugia, dovrà rispondere di una serie di accuse tra le quali quella di estorsione con l'aggravante della rapina a mano armata. Due gli episodi contestati, nel primo caso la vittima è un perugino di 74 anni a cui, in pochi giorni, sarebbero stati estorti, sotto ricatto, oltre diecimila euro. L'altra vittima è un uomo di 48 anni che, in situazioni del tutto analoghe, sarebbe stato costretto a consegnare 500 euro. E' scattata anche una denuncia ai carabinieri ma le intimidazioni non si sono fermate. Sino a quando le indagini sono arrivate a una svolta, con la ricostruzione di quanto accaduto e il sequestro dei telefonini del trans per le perizie tecniche. Pare che in uno dei video recuperati dal cellulare, e inviato da altro numero, si assista alla decapitazione di un poliziotto, probabilmente brasiliano. Martedì l'udienza preliminare: la trans è assistito dall'avvocato Luigi Dionigi, la vittima più giovane, che si costituirà parte civile nel processo, dall'avvocato Dario Epifani.