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Falsi ricoveri per non pagare il ticket, nuove accuse per gli indagati

Eleonora Sarri
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Nel ciclone sono finiti medici, operatori sanitari e infermieri. Conquesti ultimi che, in diverse circostanze, hanno addirittura firmato le prescrizioni di accertamenti clinici, compito che invece spetta solo ai medici.  VOTA il sondaggio E da qui la contestazione di esercizio abusivo della professione. Ma, cosa ancora più grave, in diversi hanno falsificato la firma del primario naturalmente per facilitare amici e parenti (falso in atto pubblico). Più reati, quindi. Che vanno ad aggiungersi alla truffa ai danni al servizio sanitario scoperta nella maxi inchiesta sui falsi ricoveri dei carabinieri del Nas. Che ha portato alla denuncia di 800 persone. Per un danno erariale che si avvicina ad un milione e 200mila euro. I sanitari prescrivevano esami ematochimici ai parenti registrandoli nel sistema informativo come ricoverati e facendo ottenere prestazioni sanitarie senza dover corrispondere il ticket. Un malcostume che ha procurato ingenti danni economici alle aziende e alle Asl umbre interessate, oltre che un ingiusto profitto ai destinatari delle prestazioni. Nei casi meno gravi gli investigatori hanno permesso di regolarizzare la propria posizione. E in molti si sono affrettati a pagare.  “I nomi di coloro che hanno usufruito, grazie a falsi ricoveri, di prestazioni sanitarie, dovrebbero essere pubblicati online nei siti delle aziende sanitarie. Insieme a quelli degli operatori sanitari disonesti che hanno organizzato questo infame sistema”. E' quanto chiede il capogruppo regionale della Lega Nord Gianluca Cirignoni.