Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

La lunga scia di sangue sulle ferrovie italiane, dai morti di Orte nel 1873 alla tragedia del Frecciarossa

Giuseppe Silvestri
  • a
  • a
  • a

L'incidente ferroviario del Frecciarossa Milano-Salerno costato la vita a due macchinisti e in cui sono rimasti feriti 27 passeggeri, è soltanto l'ennesima tragedia sulle linee italiane. E' di appena due anni fa l'incidente con vittime prima di quello di oggi, 6 febbraio. Era il 23 maggio del 2018 quando il treno regionale Torino-Ivrea si scontrò alle 23:20 con un tir fermo sui binari del passaggio a livello. L'incidente avvenne tra le stazioni di Rodallo e Caluso: due morti e 23 feriti. Appena quattro mesi prima era deragliato il regionale 10452 (Trenord), partito da Cremona e diretto a Milano: incidente presso Pioltello-Limito. In quel caso le vittime furono tre e i feriti 46. Di ben altre dimensioni la tragedia del 12 luglio 2016. Quel giorno due treni della società Ferrotramviaria si schiantarono sulla ferrovia Bari-Barletta tra le stazioni di Andria e Corato. Il bilancio fu drammatico: 23 persone persero la vita e almeno 46 rimasero ferite. Pesantissimo fu anche il bilancio dell'incidente ferroviario di Viareggio, il 29 giugno del 2009: a deragliare fu un treno merci, il gpl fuoriuscito da una cisterna danneggiata provocò un'esplosione mentre il treno era in stazione. Persero la vita in 32. Andando indietro negli anni e scorrendo la lunga lista degli incidenti, puntualmente aggiornata su wikipedia, le tragedie si accavallano: le 17 vittime di Crevalcore nel 2005, gli 8 morti di Rometta Messinese nel 2002, i 5 di Solignano nel 2000, gli 8 di Piacenza nel 1997, i 12 di Crotone nel 1989, i 42 dell'Espresso 508 Lecce-Milano il 14 aprile 1978, solo per ricordare alcune delle tragedie più recenti e con il più alto numero di vittime. Il primo incidente ferroviario di cui si ha notizia in Italia risale al 12 agosto 1873: a Orte il treno investì due bovini sui binari, persero la vita due passeggeri, 40 rimasero feriti. L'incidente ferroviario con il maggior numero di morti nel nostro Paese è invece quello della Fiumarella: il 23 dicembre 1961 sulla Cosenza-Catanzaro Lido una carrozza prima deragliò, poi precipitò dal viadotto Fiumarella. Morirono in 71 e 27 persone restarono ferite. Va poi ricordato il disastro di Balvano in cui persero la vita oltre cinquecento persone, anche se non per uno scontro. Il 3 marzo 1944 nella galleria "Delle Armi", nei pressi della stazione di Balvano-Ricigliano, in provincia di Potenza, il treno 8017 rimase bloccato. La galleria presentava già una significativa concentrazione di gas monossido di carbonio per il passaggio di un'altra locomotiva. Gli sforzi per far ripartire il treno svilupparono ulteriori grandi quantità di monossido. Il personale di macchina perse i sensi e in poco tempo la maggioranza dei passeggeri passò dal sonno alla morte.