Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Violentata dall'amico del fratello, la difesa: "Rapporto consenziente"

Ma. Mu.
  • a
  • a
  • a

Un invito a cena a casa del caro amico in via Marsala. Qui c'è pure sua sorella. La serata scorre via in allegria, forse condita da qualche bicchiere di troppo. Poi l'uomo, un ventottenne di origini rumene, saluta tutti e se ne va. Esce dall'abitazione anche l'amico. Ma qualche ora dopo, letteralmente invaghito della donna, con la scusa di riprendere il telefonino che aveva dimenticato, il ventottenne torna in quella abitazione. E, secondo quanto sostenuto nella ricostruzione dell'accusa, “dopo alcuni minuti trascina la ragazza in camera da letto e la violenta”. Poi l'uomo era fuggito prima di costituirsi definitivamente in caserma. La brutta storia è tornata di nuovo davanti al giudice per l'udienza preliminare Lidia Brutti. Nel corso del procedimento la difesa del rumeno ha ribadito con forza che “il rapporto era stato comunque consenziente e che non c'è stata nessuna violenza”. Dopo l'episodio la giovane ventiduenne moldava venne trasportata al pronto soccorso del Santa Maria della Misericordia di Perugia, dove denunciò tutto ai carabinieri. Si torna in aula il 7 ottobre.