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Perugia, chiude l'edicola di piazza Matteotti, in centro storico ne restano cinque

Sabrina Busirivici
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La crisi del centro storico di Perugia non risparmia neanche le edicole: verso la chiusura anche la rivendita di giornali di piazza Matteotti. Sparisce dunque un altro pezzo di storia della città. Dopo la sorte toccata ai negozi di Bata, Talmone, Docksteps e Furla, si va avanti con le saracinesche che si abbassano definitivamente. Nei giorni scorsi su queste pagine il problema è stato affrontato con gli immobiliaristi esperti di centro storico che hanno detto la loro: “I canoni degli affitti sono troppo alti, i negozianti non ce la fanno, i prezzi devono adeguarsi alla contrazione del mercato”. Ma l'assessore al commercio Clara Pastorelli ha risposto: “Non c'è crisi, stiamo lavorando per aprire nuove realtà commerciali avremo presto soluzioni adeguate sia per Talmone che per Furla, per un negozio che chiude altri ne aprono”. Immancabili le repliche sulle piazze virtuali dei social. Parole “contro” rafforzate da altre saracinesche destinate ad abbassarsi. E questa volta ad abbandonare la piazza è l'edicola di piazza Matteotti, la storica rivendita di giornali all'angolo di via Calderini. Il proprietario Ugo Isidori, dopo 25 anni vissuti tra la carta stampata, andrà in pensione e la sua attività non è stata rilevata da nessuno. Nel giro di tre anni sono così arrivati a quattro gli edicolanti che hanno chiuso nell'acropoli. La prima a mollare è stata quella in piazza Danti, dopo l'improvvisa morte del proprietario. A seguire, le tre in via Mazzini. Strutture queste ultime riconvertite: una in un negozio di fiori, le altre due in box pubblicitari. A rimanere in vita, oggi sono solo cinque rivendite di giornali (non due come erroneamente indicato nell'articolo nel Corriere dell'Umbria del 21 dicembre 2019 ndr): in piazza della Repubblica, via dei Priori, via Fani, via Bonazzi e piazza Cavallotti. “In questo caso la crisi del commercio del centro storico si unisce alla contrazione dell'editoria - commenta il presidente di Confcommercio, Giorgio Mencaroni -, per sopravvivere queste strutture dovrebbero poter vendere altri articoli oltre ai giornali, offrire anche una proposta di souvenir. Insomma diversificarsi”. E Mencaroni rilancia: “Se poi mancano i residenti in centro a chi lo vende il giornale l'edicolante?”.