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Sit in di Cgil, Cisl e Uilper fermare la strage nel Mediterraneoe per una nuova politica economica

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Oltre alla richiesta di riformare la legge sull'immigrazione, Cgil, Cisl e Uil tornano insieme per richiamare l'esigenza di una inversione di tendenza nella politica economica

Claudio Bianconi
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La tragedia di Lampedusa e la sempre più drammatica situazione economica dell'Umbria e del paese richiedono una risposta forte e compatta del mondo del lavoro. Per questo Cgil, Cisl e Uil dell'Umbria hanno deciso di promuovere nella giornata di domani, venerdì 11 ottobre, alle ore 17, una manifestazione di fronte alle prefetture di Perugia e Terni. Due sit-in che saranno il punto di partenza per successive iniziative unitarie. Prima di tutto la tragedia umana. Cgil, Cisl e Uil, dopo l'ennesima strage nel mare nostrum, chiedono di istituire corridoi umanitari per i profughi che fuggono dalle guerre, realizzare un piano efficace di accoglienza anche attraverso l'Unione Europea, riformare la legislazione sull'immigrazione e contrastare la tratta degli esseri umani. Oltre a questo, Cgil, Cisl e Uil tornano insieme per  richiamare l'esigenza di una inversione di tendenza nella politica economica a partire da una coerente legge di stabilità e di una rinnovata politica industriale per l'Umbria. Per Cgil, Cisl e Uil è sempre più urgente ridefinire e rafforzare il ruolo del Tavolo dell'alleanza per l'Umbria, potenziando gli strumenti di concertazione e di contrattazione territoriale. Al contempo, è necessario riformare il tavolo delle crisi presso la Regione, strutturandolo come tavolo permanente, cabina di regia di tutte le crisi in atto e non solo di quelle dichiarate dalle singole aziende. I sindacati chiedono poi di costruire un confronto con le associazioni datoriali, per ridare ruolo alla contrattazione aziendale e territoriale sul versante dell'innovazione di processo e di prodotto. E' altresì fondamentale rideterminare l'utilizzo delle risorse pubbliche, orientandole con maggiore selettività verso progetti che rispondano alle caratteristiche dei bandi europei, per generare maggiore occupazione a fronte della nuova programmazione 2014/2020. Va data priorità – proseguono Cgil, Cisl e Uil - alle aziende manifatturiere che definiscano progetti per l'occupazione femminile. Va rideterminato il ruolo di marketing territoriale proprio delle agenzie regionali Sviluppumbria e Gepafin di concerto con la cabina di regia della Regione. I sindacati sottolineano, infine, che il mancato rifinanziamento della Cig in deroga rappresenta un ulteriore attacco alla coesione sociale. Su questo occorre un intervento immediato. “Per una nuova idea di sviluppo – affermano i segretari regionali Cgil Mario Bravi, Cisl Ulderico Sbarra e Uil Claudio Bendini- è necessario affrontare nel tavolo dell'Alleanza per l'Umbria il tema delle politiche industriali, per dare risposte alle molteplici crisi aperte e ottenere una maggiore incisività nel promuovere azioni nazionali e locali per garantire investimenti e occupazione. Nei confronti del governo nazionale – aggiungono i tre segretari - c'è la necessità di promuovere azioni di mobilitazione al fine di rivendicare interventi e risorse nei processi di reindustrializzazione. Per questo si richiedono maggiori investimenti per l'area ex Merloni e l'attivazione delle procedure per una strumentazione a sostegno delle difficoltà del sistema produttivo ternano”. Su questi temi CGIL CISL UIL dell'Umbria si impegnano a costruire una campagna di informazione diffusa attraverso assemblee nei luoghi di lavoro e nelle città più significative e con il contributo dei pensionati, per arrivare ad un attivo dei quadri e delegati entro il mese di novembre.