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Il 92% dei commercianti umbrisente minacciata la propria sicurezza

La crisi ha accentuato la percezione del fenomeno che gli imprenditori identificano soprattutto negli effetti nefastidell'immigrazione clandestina

Claudio Bianconi
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“La crisi dei consumi ci ha riportato indietro di 16 anni; abbiamo un livello di tassazione tra i più alti al mondo e un sistema del credito che ha deciso di smettere di svolgere il suo ruolo di banca del territorio. A tutto questo si aggiunge per le imprese il peso di una crescente insicurezza, dato da una microcriminalità che sta usando le imprese del commercio, del turismo e dei servizi come un bancomat. Occorrono azioni concrete per dare risposte al grido di allarme delle imprese; non possiamo fermarci alle iniziative di denuncia. Noi abbiamo raccolto questo grido di allarme e messo a punto un serie di iniziative e di richieste rivolte alle istituzioni in materia di sicurezza e legalità”.   Così esordisce Aldo Amoni, presidente Confcommercio Umbria, nel presentare oggi alla stampa i risultati di una indagine condotta tra le imprese del commercio, turismo e servizi, dal cui esito è scaturito quello che ha chiamato “pacchetto sicurezza”.   L'indagine che abbiamo svolto ci consegna, insomma, una situazione allarmante. Le nostre imprese vivono mediamente con la paura di subire un evento criminoso: furti, rapine e spaccate sono tra le principali cause. Ma anche scippi, spaccio e furti nelle case contribuiscono a rendere invivibili i nostri quartieri, con gravi conseguenze sociali che toccano direttamente le nostre imprese: le famiglie se ne vanno, subentrano altri “utenti”.  Grazie al contributo delle Forze dell'Ordine, è stato elaborato un Vademecum (disponibile anche on line, sul sito www.confcommercio.pg.it) in parte finanziato con risorse delle Camere di Commercio umbre, sui comportamenti da tenere per prevenire ed affrontare alcune situazioni di pericolo. Sarà veicolato ai nostri soci Confcommercio, anche nel corso di appositi incontri sul territorio regionale. Sarà l'occasione per ascoltare ancora una volta la viva voce delle imprese e per costruire insieme percorsi di contrasto alla microcriminalità locale ed organizzata.   - Nell'ambito di un progetto nazionale denominato Secur Shop, validato dalla Confcommercio nazionale ed accreditato dal Ministero dell'Interno, Confcommercio Umbria sta per sottoscrivere una convenzione che permetterà di collegare i punti vendita direttamente con le centrali operative delle Forze dell'Ordine, consentendo così a queste di intervenire nei minuti susseguenti i fatti criminosi. La Prefettura di Terni ha già sottoscritto il protocollo. Presto sarà sottoscritto anche con la Prefettura di Perugia. Il prossimo 11 novembre Confcommercio Umbria parteciperà, con proprie azioni sul territorio, alla mobilitazione indetta dalla Confcommerico nazionale per denunciare i fenomeni della contraffazione e dell'abusivismo commerciale, molto spesso legati alla criminalità da un legame inscindibile.   - Confcommercio Umbria ha attivato un Forum di discussione e denuncia “Voglio essere sicuro! – Forum delle imprese per la legalità”, al quale chiunque lo desideri può portare il proprio contributo (www.confcomercio.pg.it).   Confcommercio Umbria chiede alle istituzioni   Che il PUC 3 sia utilizzato non solo per sistemare qualche contenitore ma per fare politiche di riqualificazione e rivitalizzazione urbana vera, che diano un contributo concreto alla vita dei residenti e delle imprese, partendo dalle esigenze di chi nelle città vive ed investe.   La completa attuazione della L.R. 13/2008 che prevede l'elaborazione da parte dei Comuni dei Patti Integrati di Sicurezza Urbana, spingendo affinché il finanziamento venga prioritariamente concesso a chi si concentra su azioni di inclusione sociale, riqualificazione e rivitalizzazione urbana e vigilanza del territorio, comprese le dotazioni delle sale operative delle Forze dell'Ordine. Occorre prevedere anche il coinvolgimento delle Associazioni in queste iniziative, per poter dare un contributo di idee e di azioni vista la convergenza degli obiettivi.    Un tavolo permanente di coordinamento delle Forze dell'Ordine sotto l'egida della Regione e d'intesa con le Prefetture per evitare sovrapposizioni e concentrare gli sforzi e le risorse su obiettivi condivisi.   Il finanziamento, in tutti i bandi di prossima uscita, di sistemi di sicurezza, videosorveglianza, antirapina, antitaccheggio, ecc. per mettere gli operatori del commercio, del turismo e dei servizi (ma anche quelli dell'artigianato e di chi opera a qualsiasi titolo nelle realtà urbane) in condizione di fare gli investimenti tecnologici necessari a contrastare la criminalità.    L'onda lunga della recessione non sta solo rendendo incerto e periglioso il cammino di tante aziende, ma ha accentuato il disagio sociale e incrementato il senso di insicurezza delle imprese umbre, che tra crisi e aumento della criminalità vedono un rapporto diretto. La pensa così il 92% del campione di 150 imprese del terziario di mercato umbre - il 48% situate nei centri storici, il 47% nella periferia ed il 5% nelle aree industriali o nei centri commerciali decentrati - protagoniste di una indagine sulla sicurezza condotta dalla Confcommercio  nel mese di  agosto-settembre 2013.   Un dato superiore all'82% di una analoga indagine condotta da Confcommercio a livello nazionale, segno che  in Umbria lo stato di difficoltà socio-economico è ancora più percepito.    Il nesso diretto tra crisi e fenomeni criminali si concretizza (risposta multipla) per il 72% degli intervistati che lo hanno ravvisato nell'aumento di piccoli furti compiuti da persone in evidente stato di difficoltà, per il 59% nella presenza di delinquenza comune che non sembra riconducibile a gruppi organizzati, mentre il 37% parla di aumento dello spaccio di droga, il 24% di aumento nella presenza di persone senza fissa dimora, l'8% di aumento dell'accattonaggio, e un significativo 10% di presenza di criminalità organizzata. Con percentuali inferiori ci sono quelli che hanno paura nel fare il percorso casa-lavoro (5%) e chi ha ricevuto minacce, anche dagli stessi clienti (3%). In generale quello che si afferma è l'ormai progressivo e apparentemente inarrestabile accrescersi del senso di insicurezza tra gli imprenditori, che va anche al di là dei dati oggettivi: il 49% degli intervistati dichiara un peggioramento del sentiment negli ultimi 2-3 anni (17% appena peggiorato, 32% molto peggiorato), per il 48% c'è una sostanziale stabilità della percezione  di insicurezza, mentre il solo 3% vede un miglioramento. C'è da sottolineare tuttavia che la stabilità indicata ha una cIl nesso diretto tra crisi e fenomeni criminali si concretizza (risposta multipla) per il 72% degli intervistati che lo hanno ravvisato nell'aumento di piccoli furti compiuti da persone in evidente stato di difficoltà, per il 59% nella presenza di delinquenza comune che non sembra riconducibile a gruppi organizzati, mentre il 37% parla di aumento dello spaccio di droga, il 24% di aumento nella presenza di persone senza fissa dimora, l'8% di aumento dell'accattonaggio, e un significativo 10% di presenza di criminalità organizzata. Con percentuali inferiori ci sono quelli che hanno paura nel fare il percorso casa-lavoro (5%) e chi ha ricevuto minacce, anche dagli stessi clienti (3%).