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"Sperperi per oltre un milione all'Atc 3": in 49 segnalati alla Corte dei conti

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Nel mirino della Finanza di Terni irregolarità nelle assunzioni e anche i "regali" di Natale

Alessandra Borghi
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  Sotto la lente degli investigatori del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Terni sono finiti in tutto 49 soggetti, fra presidente e vari componenti del comitato di gestione dell'Associazione ambito territoriale di caccia 3. Avrebbero causato un danno erariale quantificato in 1.200.000 euro. Ad essere contestate alla procura regionale della Corte dei conti di Perugia una serie di irregolarità poste in essere dall'Atc 3 Terni-Orvieto, associazione deputata alla gestione della caccia sul territorio provinciale e finanziata, prevalentemente, con contributi regionali e provinciali. Spese per il personale Di varia natura le irregolarità riscontrate fra il 2007 ed il 2011: dalle spese per 600mila euro, indebitamente sostenute per assumere personale con contratti a tempo indeterminato -  in palese violazione al regolamento regionale - alla nomina di 4 consulenti esterni (nonostante la normativa regionale preveda la possibilità di nominare uno solo) assunti con contratti di collaborazione o a progetto che si rinnovavano tacitamente, come fossero, di fatto, dipendenti a tempo indeterminato ed  erogando, in tal modo, a loro vantaggio compensi per un totale di circa 450mila euro; e ancora, essersi l'associazione arbitrariamente avvalsa, per il raggiungimento dei propri scopi, dell'opera di un'altra associazione di volontariato, appositamente creata per sostenere spese  finanziate dalle casse della stessa Atc 3 e creando, in tal modo, una ingiustificata quanto inutile duplicazione di costi pari a circa 120mila euro. I regali di Natale Sotto la lente anche i rimborsi richiesti dal presidente dell'Atc 3 per spese di viaggio, che non avrebbero trovato giustificazione in alcun tipo di documentazione o altre risorse finanziarie utilizzate per  rimborso delle spese di gestione non inerenti all'attività dell'associazione, specie sotto il periodo natalizio, quando con evidente generosità venivano effettuati, con soldi pubblici, spese per regali di Natale, acquisti di profumi vari, strenne natalizie, ricariche telefoniche e simili. "Sperpero ingiustificato" La Finanza parla di “ingente e ingiustificato sperpero di denaro pubblico venuto alla luce tramite lunghe indagini che hanno evidenziato condotte non in linea con i principi di sana e corretta gestione amministrativa e per le quali viene oggi richiesto un rimborso a vantaggio delle casse dello Stato”.