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Post censurati su facebook, Sgarbi chiede un milione di risarcimento

Jacopo Barbarito
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Il critico d'arte Vittorio Sgarbi chiederà un milione di euro di risarcimento a Facebook per la censura di quattro post con che mostravano nudi artistici in opere d'arte presenti in tre mostre da lui curate. A darne notizia è l'edizione maceratese del “Il Resto del Carlino”, che riporta che come il critico contesti la violazione degli articoli 21 e 33 della Costituzione, che tutelano la libertà di espressione e la libertà delle arti e delle scienze, e il 7 ottobre dovrebbe essere presente anche nell'udienza di mediazione presso il tribunale di Macerata. In particolare, le implicazioni di questa vicenda relativamente a Gualdo Tadino, riguardano le censure avvenute nell'agosto 2017, quando sono stati bloccati due spot relativi alla mostra “Seduzione e potere. La donna nell'arte tra Guido Cagnacci e Tiepolo” (a cura di Vittorio Sgarbi e Antonio D'amico), e “Luciano Ventrone. Meraviglia ed estasi” (a cura di Vittorio Sgarbi e Cesare Biasini Selvaggi). Servizio integrale sul Corriere dell'Umbria del 19 settembre