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Coppia di anziani costretta a scappare di casa: arrestato il figlio adottivo

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alessandra Borghi
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Le ripetute richieste di denaro, minacce, violenze e vessazioni psicologiche da parte del proprio figlio adottivo, trentenne di origini macedoni, hanno costretto un'anziana coppia di coniugi folignati a fuggire da casa. Il giovane, uscito di recente dal carcere, dove si trovava sempre per reati di matrice violenta, aveva ottenuto il perdono dai propri genitori che lo hanno accolto nuovamente in casa. Ben presto l'indole del ragazzo e la propensione all'uso e abuso di sostanze stupefacenti e alcoliche hanno avuto la meglio: pochi giorni di libertà e le vecchie abitudini hanno ripreso il sopravvento. Richieste di denaro sempre più frequenti, minacce di morte ripetute e violente percosse hanno spesso costretto la povera coppia a chiudersi a chiave nella camera da letto durante la notte. Il punto del non ritorno si è purtroppo raggiunto quando, il figlio adottivo, afferrato un oggetto contundente, lo ha usato come fosse un pugnale ferendo al collo il padre e sfiorando la tragedia. L'anziano, ricevute le cure mediche presso il Pronto Soccorso dell'Ospedale di Foligno, ha deciso, insieme alla moglie, di trascorrere le notti in macchina, vagando per la città durante il giorno. L'anziana coppia, provata dalle sofferenze e dalle condizioni precarie di vita, si è rivolta alla polizia. Scattate immediatamente le indagini e la successiva segnalazione all'autorità giudiziaria di Spoleto, da parte degli uomini del Commissariato di Foligno, per i reati di rapina, estorsione, maltrattamenti in famiglia e lesioni, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Spoleto, vista la gravità dei fatti, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dai poliziotti del Commissariato, che hanno rintracciato il trentenne portandolo in carcere.